
Il nuovo municipio n°11
Ricchi fuori ma poveri dentro
A quanto pare i processi brevi esistono gia! Poco più di 1 anno e mezzo fa l’ ne a sapere tramite un suo dirigente di partito residente a Gargnano (Castellini lo periodico gratuito distribuito in paese e frazioni, era pubblicato un articolo di tre pagine dal titolo “Fascismi vecchi e nuovi”: una breve biografia politica dei vari partiti che appoggiarono Berlusconi alle elezioni del 2006. In queste tre pagine c’era una frase, ripeto, una frase inerente al passato burrascoso del del tutto vera. Nuova decise di querelare colui che scrisse l’articolo (Silvestri Fabrizio). L’accusa era: diffamazione con l’aggravante del mezzo stampa. Va detto che la frase incrifamoso sito internet, e (parole del giudice che ha seguito la vicenda), era stata ri“fascista”Roberto Fiore ven- minata era stata copiata pari-pari da un eurodeputato “ ”Roberto
Luca), che su “l Nuovo Municipio,” picco- portata anche su uno dei maggiori quotidiani italiani. Ma questo non interessò al camerata romano che, sguinzagliati gli avvocati che ovviamente solo un uomo ricco si può permettere, si portò a casa un risarcimento di ben 3.500 euro. Sapevamo che la sentenza ci avrebbe giudicati giustamente colpevoli, quindi abbiamo optato per il patteggiamento tra le parti, del risarcimento fosse di un più basso pro-
leader forzanovista, che non era ma sinceramente pensavamo che l’ammontare
A questo punto il ricco segretario di Forza filo.
-ULACAM ELEHCIM ,ASSOCANOB ALIEL ,ISSODNAG OIBAF ,ILOIROLF ANAITAT ,ILOITTAM OTREBOR ,OLLERAIHC -ULACAM ELEHCIM ,ASSOCANOB ALIEL ,ISSODNAG OIBAF ,ILOIROLF ANAITAT ,ILOITTAM OTREBOR ,OLLERAIHC -ULACAM ELEHCIM ,ASSOCANOB ALIEL ,ISSODNAG OIBAF ,ILOIROLF ANAITAT ,ILOITTAM OTREBOR ,OLLERAIHC -ULACAM ELEHCIM ,ASSOCANOB ALIEL ,ISSODNAG OIBAF ,ILOIROLF ANAITAT ,ILOITTAM OTREBOR ,OLLERAIHC ARAS ,HCANNEHCS ADIRF ELER ,ERADLAC NAIRPIC ,ILOCCAB OINOTNA ,ITAD NOMIS ,ILONOT OCRAM ,ILOZAB ATTOLRAC ,IRTSEVLIS OIZIRBAF ,INITRAMMOB ORUAM :IUC ART ENOIZADER ALLED ITNENOPMOC IED ONU ODNAT ATTOLRAC ,IRTSEVLIS OIZIRBAF ,INITRAMMOB ORUAM :IUC ART ENOIZADER ALLED ITNENOPMOC IED ONU ODNAT ATTOLRAC ,IRTSEVLIS OIZIRBAF ,INITRAMMOB ORUAM :IUC ART ENOIZADER ALLED ITNENOPMOC IED ONU ODNAT ATTOLRAC ,IRTSEVLIS OIZIRBAF ,INITRAMMOB ORUAM :IUC ART ENOIZADER ALLED ITNENOPMOC IED ONU ODNAT
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L’avventura
L’avventura comunale de “Il Nuovo Municipio – Sinistra Gargnanese” è iniziata. Grazie ancora a chi ha permesso, vuoi con il lavoro di gruppo, vuoi con il voto, che ciò avvenisse. L’estate assorbe quasi tutto il tempo libero, chi per il lavoro legato alla stagione turistica chi per meritato relax estivo, chi per dedicarsi ai propri svaghi preferiti. La recente campagna elettorale, con tutto ciò che ne comporta in termini di impegno ed impiego di energie, ha condizionato anche l’organizzazione della nostra festa “Zapatista”, impedendone di fatto la realizzazione. Nessun “divieto” da parte dell’amministrazione comunale, come alcuni si sono affrettati a sostenere, ma solo mancanza di “tempo e manodopera”. Torneremo a parlarne a tempo debito ma già stiamo pensando all’edizione del prossimo anno. Nel frattempo si sono svolti tre Consigli Comunali, purtroppo a quello di Agosto, richiesto peraltro dalle minoranze, non ho potuto partecipare, causa lavoro, ma la serata è stata seguita da alcuni compagni presenti alla sala “Castellani”. Il primo Consiglio, quello di martedì 23 giugno, durante il quale ha prestato giuramento la nuova giunta comunale e sono stati elen-
la mia personale emotività, ciò non è avvenuto, delegando così al nostro giornale il compito di far arrivare a tutti la nostra gratitudine e la promessa del nostro impegno. Con particolari scuse ai compagni che si sono impegnati in questi anni. L’AVVENTURA di Mauro Bommartini a pagina 2,3,4 __________________________ BORGO +39: CI PENSA TADDEO!! di Fabrizio Silvestri a pagina 5 e 6 __________________________ IRONIA USA di Carlotta Bazoli a pagina 7 e 8 GIANGIACOMO FELITRINELLI: UN GARGNANESE ILLUSTRE di Fabrizio Silvestri a pagina 15 e 16 ____________________________ A MIO NONNO di Fabio Gandossi a pagina 17 ____________________________ PER NON DIMENTICARE CHI HA LOTTATO PER LA NOSTRA LIBERTÁ a pagina 18 ____________________________ LA CHIESA TACE SUL NATALE ARIANO DI COCCAGLIO di Enzo Mazzi a pagina 19 FASCISTI E OPPORTUNISTI di Giorgio Bocca
__________________________ MAREMMA CHE MAIALA STA INFLUENZA!!! di Sara Chiarello a pagina 9 e 10 __________________________ IL SILENZIO DELLA LEGA di Umberto Batticciotto a pagina 11 e 12 cati gli obiettivi principa____________________________ li del nuovo mandato, avrebCIAO COMPAGNO be dovuto essere anche l’ di Roberto Mattioli a pagina 12 occasione per ringraziare ____________________________ pubblicamente chi ci ha soIL CASEIFICIO DI NAVAZZO stenuto aiutato e votato. Ma di Roberto Lonati a pagina 13 e 14 vuoi l’emozione, vuoi la ____________________________ poca dimestichezza con la SOTTO UN’UNICA STELLA nuova situazione, vuoi per di Roberto Mattioli a pagina 14 “L’avventura” segue a pagina 3 ____________________________
“L’avventura” continua da pagina 2
tati i piccoli comuni dall’ideale ultraliberista
presto, avremo l’occasione di seguire in prima perso-
Ma tant’è, torniamo al Consiglio Comunale. Gli “intenti” elencati dal Sindaco per la nuova legislatura sono tutt’altro zione”. Alcuni sono di primaria importanza e strettamente legati allo sviluppo del nostro territorio. IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (ex piano regolatore ora PGT) – E’ il punto centrale di questa noi è materia abbastanza
che ha condizionato la vita na i lavori svolti e farsi politica degli ultimi 20 opinioni “dai fatti”. POLO SCOLASTICO CON ASILO NIDO E PISCINA COMUNALE anni, la tentazione a non farsi troppi scrupoli nel
rilasciare licenze edilizie – Il tutto nella zona dove urbanizzazione come regola die, l’istituto d’arte e
che “ordinaria amministra- in cambio dei contributi di ora sorgono le scuole megenerale per autofinanziar- la palestra. Probabile trasi è grande. Voci allarman- sloco degli uffici comunali ti riguardo al Sindaco ed alle sue frequentazioni “politicoimprenditoriali”, ad amituri interventi urbanistidi via Roma 47 nella struttura lasciata libera dalle scuole elementari di via Feltrinelli. Nella complestano immediatamente agli occhi alcuni possibili dibabili difficoltà di reaai lavori: la distanza dal centro ed i conseguenti disagi per le categorie meno lidi, mamme con piccoli etc.), per quanto riguarda la futura sede degli uffici
cizie “interessate” a fu- sità dell’intervento sal-
tornata amministrativa. Per ci, e quindi ad una probasconosciuta nei suoi carat- porte, ce ne sono state e teri tecnici, non al punto, parecchie. che l’approvazione del rà le scelte di sviluppo la nostra offerta turistiperò, da non renderci conto del nuovo PGT lascerà il segno tangibile dell’ “nuovo piano” condizione- operato di questa amminifuturo, la “qualità” del- anni. Ma non pensiamo che il nostro Sindaco voglia ca, la possibilità di crea- lasciare un ricordo di sè la vivibilità dei nostri centri, la rinascita dei serevoli condizioni econo-
bile colata di cemento alle sagi per i cittadini e proL’approvazione lizzazione per gli addetti
strazione per i prossimi 20 “mobili” (anziani, inva-
re nuove realtà produttive, al pari di quello che hanno comunali. Si potrebbe ooggi molti cittadini di co- biettare che gli abitanti muni vicini, riguardo quel- del capoluogo siano già agevolati dal fatto di avere
“L’avventura” segue a pagina 4
nostri borghi. Viste le mi- lo dei loro. Seguiremo quindi, attentamente, la miche a cui sono stati por- discussione che si aprirà
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“L’avventura” continua da pagina 3
tativo di sensibilizzare l’ ancora completato ne approopinione pubblica riguardo fittiamo per commentare i alla destinazione di un pez- primi appuntamenti riguardo zo “storico” del paese; la il PGT. Sinceramente siamo nascita di un comitato che cerchi in tutti i modi la stati ben impressionati dal lavoro dell’amministrazione sentata in Consiglio e sulla quale è iniziata la discussione per l’approvazione del testo definitivo. Abbia-
quando l’attuale Sindaco, allora “in pectore”, si batteva, insieme ad altri, per scongiurarne un futuro uso speculativo. Abbiamo sopraccitata, come una risorsa potenzialmente utile per l’intera comunità gargnanese, che potesse essere messo al servizio non solo del settore turistico-
salvaguardia di beni di par- comunale e dalla bozza prepuò fare che bene all’ intera nostra comunità. Anche se ormai i giochi sem-
sempre ritenuto la struttura ticolare valore storico non
brerebbero chiusi per quanto mo potuto constatare l’ riguarda “la Società”, l’ effettiva sensibilità, in esperienza raccolta da chi non andrà persa, ma particolar modo dal Sindaco
residenziale, ma che potesse si è impegnato in prima per- (smentendo nei fatti voci e fare da punto di riferimento sona, ratori, vedi agricoltura ed to con piacere il fatto che alcuni cittadini gargnanesi si siano adoperati nel tenper altre categorie di lavo- resterà a disposizione esempio e punto di riferimento *** Visto che il nuovo numero del nostro giornale non è artigianato. Abbiamo saluta- per il futuro.
Borgo +39: ci pensa Taddeo!!
Di Fabrizio Silvestri
I nostri lettori più affezionati si ricorderanno sicuramente di Taddeo Babbeucci; il leghista modello che vuoi per sfiga, vuoi per scarse doti caratteriali (non riusciva ad essere un vero razzista), fu per anni snobbato dagli organi dirigenti padani che ripetutamente gli rifiutavano il tesseramento. Taddeo disperato ci pregò di dare risalto alle sue richieste e noi colpiti da questo caso disperato decidemmo di pubblicare per ben due volte le missive da lui scritte e dirette ai leader padani. Taddeo ce l’ha fatta!!!! Ebbene si, forse anche merito nostro, ora è tesserato al partito Lega Nord Padania Secessione Subito Ma Lasciate Che Almeno Noi Possiamo Andare A Roma A Ritirare Gli Stipendi, sezione Toscolano Maderno. Subito gli è stato assegnato un compito di enorme responsabilità. Taddeo come iniziazione politica dovrà farsi carico del problema Borgo+39, un progetto della passata amministrazione Elena, che prevede la costruzione di una enorme struttura praticamente in riva al lago. Ovviamente tale progetto ha provocato diverse obiezioni e proteste, tra le quali la nascita di un comitato cittadino contro di esso. In poche parole Taddeo Babbeucci dovrà giustificare al popolo padano, ma non solo, il perché le cose dette in campagna elettorale sulla edificabilità o meno del Borgo, sono ora disattese. Ed udite udite Taddeo lo ha già fatto, ed in una lunga telefonata ci ha pregato di raccontare a voi la fenomenale operazione di immagine che solo un figlioccio di Alberto da Giussano poteva fare. Per prima cosa Taddeo dovette mettere mano ai vari manifesti elettorali leghisti affissi a Toscolano Maderno , e subito capì che
TO proprio non si sposava con la costruzione del
borgo, quindi passò notti e notti insonni per trovare materiali alternativi che potessero soddisfare tutte le parti, fino a che, l’illuminato figlio del dio Po, ebbe l’intuizione: si ricordò che da piccino, mentre avidamente ciucciava latte materno, sentì parlare di una abitazione interamente costruita in marzapane: la scoperta la fecero due esploratori di provenienza celtica: Hansel e Gretel, che tessero lodi infinite sull’utilizzo del materiale di cui la casetta era fatta, ma ahimè per Taddeo non si seppe mai chi e come la costruì (la padrona di casa era vecchia e scorbutica e non rilasciò dichiarazioni). Affossata la prima ideona il Babbeucci decise di cambiare metodologia di ricerca e si buttò a testa bassa in una pila di libri, finché, ormai spossato da giorni di erudite letture, come un sub che riemerge dal sacro fiume Po dopo minuti di apnea… ecco l’ossigeno!! Dal mucchio salta fuori un trattato di architettura sulla sicurezza edilizia di uno spessore pantagruelico, il top degli studi padani: I TRE PORCELLINI. Il trattato analizza in tre capitoli diversi la possibilità di edificare, con diversi materiali, case sempre più sicure. L’architetto TOMMY, propone nel primo capitolo la paglia come materiale economico ed ecologico, TIMMY, plurilaureato in architettura moderna, illustra le qualità termiche ed isolanti del legno, mentre l’ingegner JIMMY fa un po’ l’avvocato del diavolo difendendo l’utilizzo del cemento e del mattone. Per Taddeo sembrava fatta, quando alla fine del terzo capitolo un credibile e provato test eolico smonta le teorie di Timmy e Tommy, certificando così il
“Borgo +39: ci pensa Taddeo!!” segue a pagina 6
BASTA CEMEN-
tempo fa. Ma i tempi cambiano, la gente dimentica, e comincia la 10° edizione del grande fratello. Ma cemento la scelta più sicura.. A questo punto al no- Taddeo non si rassegna, se il suo sindaco ha detto così, allora così deve essere: Borgo+39 non si fastro eroe dal fazzoletto verde non resta che una chance, quella che nessun politico ammette ma che rà!!!! E la mente del genio leghista parte subito alla solututti hanno: l’amico dell’amico. Una telefonata a zione alternativa: come lo possiamo chiamare il Roma ad un grande costruttore padano (oramai i complesso? Se borgo+39 è morto si potrebbe chiapezzi grossi leghisti sono tutti a Roma), e la soluzione arriva in un attimo. Al Babbeucci viene spie- marlo borgo1+38, ma al circolo vela Acque Padane gato che basta cemento è un bello slogan, ma nella Libere fanno subito notare che 1+38 è già il nome di una famosissima realtà è impraticaimbarcazione garbile. Se proprio, desana. Allora si per andare incontro potrebbe chiamare alla cittadinanza borgo+18, che si che avversa il cerifà al quoziente mento, se ne pointellettivo di Matrebbe mettere di rio Borghezio, ma meno, si potrebbe sarebbe un eccessiusare un po’ più vo tributo ad un sabbia, e magari uomo modesto (o una spolverata di modesto uomo). amianto da smaltiQuindi la scelta, se re, pratica molto vogliamo un po’ diffusa nei grandi provocatoria ricade cantieri delle grandi opere, e magari, per dare un ulteriore contentino su borgo+4653789653760000,12 che sono i metri al popolo, si può mettere anche meno ferro, a l’A- cubi edificabili che le ultime amministrazioni comunali toscomadernesi hanno concesso ad affaristi quila hanno fatto così. e speculatori venuti da lontano. Amministrazioni Secondo manifesto leghista che proprio non torna con ruspe e betoniere, è il famoso DIFENDIA- nelle quali vi era e vi è tuttora presente il partito di Taddeo Babbeucci, LEGA NORD. MO LA TERRA DEI NOSTRI PAMa l’importante è dire BASTA CEMENTO e DIDRI. Ma qui il leghista dal rigido orpello non ha FENDIAMO LA TERRA DEI NOSTRI PADRI..■ dubbi, la terra va difesa ad ogni costo, quindi in quattro e quattr’otto trova una vecchia cava dove stivare la terra dei nostri padri che viene smottata Taddeo Babbeucci è un personaggio nato 4 anni fa, dagli scavi per il borgo, ed a difesa della stessa or- non si riferisce a nessun esponente politico ne locaganizza le R.P.G (ronde padane geologiche) che le ne nazionale, è frutto di fantasia unita ad un po’ hanno il solo scopo di sorvegliare e difendere il ter- di antirazzismo ,chiunque vi ci si riconosca, beh riccio che tanto ci è caro. cambi mestiere! Poi arrivano le dichiarazioni del sindaco Righettini:PER Mè BORGO+39 è UN PROGETTO MORTO! Questo tuonava il sindaco condottiero
“Borgo +39: ci pensa Taddeo!!” continua da pagina 5
Ironia USA
Di Carlotta Bazoli Vi piace il cinema? Andate a vedervi “2012”, l’ultimo catastrofico film di Roland Emmerich sulla fine del mondo (ennesina interpretazioni di come l’umanità peccatrice subirà la lezione che merita). Una delle scene madri è quando la cappella Sistina, scossa da un terremoto di incredibile potenza, si sgretola sotto gli occhi attoniti e rassegnati della cittadinanza italiana che prega per la salvezza della propria anima. Si apprende che il Presidente del Consiglio ha deciso di non salire su una delle arche progettate per la salvezza - in cui avrebbe avuto diritto ad un posto - ma di perire insieme al suo popolo. La notizia, incredibile e assurda anche per un film di fantascienza, ha scatenato un tale boato di risa che per poco non ha ribaltato il cinema dov’ero io. Ridevano tutti, senza eccezioni, persino la ragazza con la pila, incaricata di condurre al loro posto i ritardatari. Sebbene il Presidente del Consiglio del film non avesse nulla a che fare con il Silvio, naturalmente tutti hanno pensato a lui… e l’idea che possa in qualche modo escludere la propria salvezza, condividendo lo stesso destino di noi, ordinaria gentucola fatta solo per spendere e consumare, ha scatenato la suddetta reazione. Ripensandoci a mente fredda sono arrivata a tre conclusioni: 1- Il mondo può fare a meno degli italiani. Nel film crepiamo tutti, nessuno escluso. 2- Gli americani, che hanno prodotto il film, ritengono il Presidente del Consiglio così eccelso e puro da ignorare la speranza della sopravvivenza, sacrificandosi con noi… esattamente come accade per il loro Presidente. 3- Agli americani piace l’ironia. Quello che ho pensato subito dopo è che siamo davvero messi male se non riusciamo a prendere per buona una capitolazione di questa portata nemmeno in un film di fantascienza. E’ già da qualche anno che l’italiano va avanti per la pratica, come direbbe mia nonna. Subiamo e non abbiamo la minima fiducia in chi ci governa, nonostante questo digeriamo tutto quello che ci propinano. I luoghi comuni si sprecano: uno vale l’altro, quando sono su rubano tutti… Oppure la mia preferita: cosa credi che se ci fosse su il tuo partito, le cose andrebbero meglio? Oddio, non lo so, con il 60, 70% delle preferenze, il mio partito al governo mai l’ho visto e quindi vado avanti imperterrita a sperare che un giorno possa accadere e non mi piego all’evidenza che se vuoi diventare qualcuno conta solo con chi vai a letto e non quello che hai studiato. Curioso come ultimamente la politica si intrecci col sesso… Curioso soprattutto che stiano cercando di farla passare come una cosa normale. Nel suo recente libro “Donne di cuori”, Bruno Vespa ci tiene a precisare come il sesso sia sempre andato a braccetto con la politica a partire da Giulio Cesare a J.F. Kennedy e via dicendo… fino a descrivere il Silvio come una sorta di Prometeo incatenato… Ricordo chi era Prometeo, ovvero colui che un giorno rubò il fuoco agli Dei per portarlo agli uomini, che poveretti vivevano al freddo e al buio… Parafrasando donò all’umanità la luce della consapevolezza. Abbino questa figura al Silvio… e allora m’incazzo. Con quale buonsenso si potrebbe mai mettere sullo stesso piano il Silvio con Prometeo? Che razza di luce avrebbe mai rubato per noi un Presidente del Consiglio che ci vorrebbe analfabeti, timorosi della nostra ombra e instupiditi dalle minchiate che sparano le sue televisioni?! Ecco, i suoi media, per l’appunto, grandi annullatori di coscienze e abbattitori di menti pensanti, ove la gnocca regna sovrana, la lacrima facile abbonda per il piacere perverso di coloro che godono nell’assistere al dramma di una madre che ha perso il proprio
“Ironia USA” seguita a pagina 8
pochi Stati hanno: pubblica, gratuita, un fiore all’occhiello dopo il sistema di insegnamento e la Costitufiglio. Del resto cosa ci si può aspettare da un uomo zione. che prima si confezionava leggi su misura e ora cer- E allora come mai se l’italiano si sente male e deve andare al pronto soccorso si fa il segno della croce ca di plasmare la società a sua immagine e somise è credente, o si tocca qualcos’altro se non lo è? glianza? Per giustificare le sue scappatelle senza passare da schifoso ipocrita quale è (ricordate, fino a ieri mette- L’istruzione pubblica non va molto meglio, con tutti i tagli e le pessime riforme apportate dobbiamo riteva in alto la famiglia come il bene supremo! Solo due anni fa era al Family Day), sta cercando di sdo- nerci fortunati se i bambini imparano a fare di conganare il sesso facendoci credere che è assolutamen- to! te normale e comprensibile che l’uomo italiano vada Non sarà che il popolo deve rimanere ignorante e a battone. Forse è questa la luce della consapevolez- chi è più debole e senza mezzi è destinato a morire? za che il Silvio ci ha portato? Se almeno avesse ar- Ma il Silvio sembra avere la risposta a tutto, alla mala sanità, al cattivo funricchito quelle poverette cozionamento dell’istruzione strette a prostituirsi in strada pubblica egli propone la o segregate in qualche bugiPRIVATIZZAZIONE, tanto gattolo per non crepare, forè passato un po’ di tempo, se sarei tentata di vedere la l’italiano ha la memoria brecosa con maggior clemenve, s’è già scordato che a za… e invece l’eccelso scecreare una situazione del geglie signorine d’alto rango, nere è stato proprio lui! Ma di ottimo lignaggio, che privatizzare equivale a pagaprendono qualcosa come re, ricordatelo bene. Vuol 1000 euro a botta, alla faccia dire che quando starete male dell’operaio medio che ha ma avrete perso il lavoro a perso il lavoro a causa della causa della crisi, o semplicecrisi e non sa come sfamare mente non avrete abbastanza moglie e figli! soldi per permettervi le cure Ebbene sì, la crisi, che non è mediche, sarete destinati a finita come il Silvio sta dimorire o alla meglio capitare speratamente cercando di in mano a qualche macellaio. farci credere ma avanza deSignifica pure che i vostri vastante come un ciclone, figli non verranno istruiti se lasciandosi dietro fabbriche non avrete i mezzi per manchiuse, piccoli artigiani sul darli a scuola e rimarranno lastrico, migliaia di operai ignoranti, schiavi del sistema disoccupati… La disperazioanche se magari avrebbero ne cresce (interessante come tutte le carte in regola per emergere. sia tornata in voga l’usanza di presidiare le fabbriche destinate a chiudere, tenendo in ostaggio diriAdesso ve lo dico io cosa sarebbe accaduto realmengenti e direttori), il sud è sempre più colpito del nord, ma noi che viviamo in un piccolo paradiso non te, se quel film non fosse stato soltanto una pellicola: sapendo che c’era la possibilità di salvarsi e non ce ne rendiamo conto. schiattare nel grande disastro, il Presidente del ConIl Bel Paese va male, ma l’italiano ha imparato a fregarsene…e magari lo facesse con coscienza! Or- siglio sarebbe stato disposto ad uccidere per essere il mai il chiudere un occhio per andare avanti è diven- primo a salire su una delle arche di salvezza. Avrebbe rubato il posto ai voi e alle vostre famiglie per tato un dato di fatto, una regola di vita, uno status, avere tutto lo spazio desiderato… e mentre partiva, per questo sopportiamo tutto, anche quello che ci a noi pezzenti rimasti a terra, avrebbe fatto ciao ciao tocca personalmente come il mal funzionamento con la manina! della sanità o dell’istruzione pubblica e credetemi, per rendersi conto di quanto un Paese sia allo sbanHo esagerato? Avete ragione, non dovevano scapdo, è a queste due istituzioni che si guarda! L’Italia ha sempre avuto una sanità invidiabile, che parmi termini come “m’incazzo” e “minchiate”!■
“Ironia USA” continua da pagina 7
Maremma che maiala sta influenza!!!
Di Sara Chiarello
Secondo molti esperti questa influenza suina è un ibrido, in parte dell' influenza suina, in parte dell' influenza umana e in parte dell' influenza aviaria, una cosa che può venire solo da un laboratorio. L' influenza A / H1N1 (o suina) non provoca la morte più spesso di quanto non lo faccia la comune influenza di stagione. è la circolare del Ministero della Salute per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Il Ministero spiega che bisogna essere educati e non starnutire in faccia al collega, mettendosi la mano davanti alla bocca, o un fazzoletto. Poi spiega dettagliatamente come ci si lava le mani: si strofinano 15-20 secondi col sapone e poi si asciugano con la carta, o con un getto di aria calda.
Il ministero della salute USA ha siglato un accor- Strano al corso dell'HACCP ci avevano insegnado per cui le case farmaceutiche USA non saran- to che i posti con più microbi in assoluto sono i rubinetti del bano punibili per leggno...Perchè li si ge per gli eventuali tocca prima di esdanni collaterali sersi lavati le madovuti al loro vacni!!! cino ed avranno la totale immunità Prosegue aggiungiuridica. gendo che possiamo lavarci le mani Una pandemia (dal senz'acqua, ma con greco pan-demos, dell'alcool "tutto il popolo") è (sconsiglio l'uso di una epidemia la cui accendini nel fratdiffusione interessa tempo). Il Ministepiù aree geografiro è così scrupoloche del mondo, so che ci specifica con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. Lo sa- la percentuale di concentrazione del'alcool... pete quant'è la mortalità del H1N1? E' dello Obama ha dichiarato lo stato di emergenza. Sa0,1%, così come una normale influenza.... pete cosa permette lo stato di emergenza? PerIl termine pandemia si applica solo a malattie o mette alle case farmaceutiche che distribuiscono il vaccino di incassare i compensi del vaccino condizioni patologiche contagiose. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le con- molto più velocemente.... dizioni affinché si possa verificare una vera e E poi perchè una volta ci ammalavamo semplipropria pandemia sono tre: cemente di influenza, o di raffreddore ed ora ci ammaliamo di A/H1N1!? E' un nome inquietanla comparsa di un nuovo agente patogeno; te, misterioso, che non ci dice nulla a proposito (sapete che la suina esiste dal 1918?, alla faccia della malattia, sembra il nome di un robot. Indel NUOVO) la capacità di tale agente di colpire gli uomini, cute un certo timore... creando gravi patologie (i sintomi della suina Sul riassunto delle caratteristiche del prodotto sono gli stessi di una normale influenza); la capacità di tale agente di diffondersi rapida- (RCP) di Focetria (il nome del vaccino) si legge che non ci sono dati esatti verificati: il vaccino è mente per contagio. stato testato nella versione H5N1, non H1N1 e Ma la cosa più divertente di tutta questa storia “Maremma che maiala sta influenza!!” segue a pagina 10
“Maremma che maiala sta influenza!!” continua da pagina 9
stema immunitario a rispondere al vaccino. Alcuni scienziati ritengono che lo squalene sia prosegue ". Non vi è al momento alcuna espe- responsabile di malattie autoimmuni, tra cui la rienza clinica con Focetria H1N1". Cosa? stiamo sclerosi multipla, artrite reumatoide e il lupus. spendendo miliardi e iniettandoci qualcosa che E i ricercatori oggi associano l'uso dello squalenon sappiamo nemmeno che effetto abbia sul- ne alla cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo” che ha colpito migliaia di soldati ameril'uomo? cani con danni irreparabili al sistema immunitaI colossi del farmaco, dall'alto del loro mezzo biliardo di dollari e passa all'anno di fatturato, rio, compresi sclerosi multipla, fibromialgia e, appunto, l'artrite reumatoide. superano di gran lunga l'invincibile industria Ormai è ampiamente riconosciuto che il mercudelle armi. rio ed i metalli sono dannosi per la salute, infatInoltre se fossi un non vedente mi ribellerei: le ti proprio in questi giorni nelle farmacie stanno rottamando i termometri a merinformazioni sull'etichettatura curio. Perchè sono dannosi! riportano "giustificazione per non apporre il braille accettaAnche per la Novartis, quella che ta"!!!! noi usiamo in Italia non mancano di additivi come la formaldeide e Numerose le sostanze tossiche il bromuro dicetiltrimetilammocontenute nel vaccino, a partire nio, un disinfettante utilizzato per dai cosiddetti adiuvanti, senza i sterilizzare utensili. quali i vaccini non potrebbero essere conservati nè mantenuti in L'articolo 32 della Costituzione forma stabile. Fra questi il thimedella Repubblica Italiana recita: rosal, conservante 50 volte più “La Repubblica tutela la salute tossico del mercurio, che può come fondamentale diritto delprovocare a lungo termine dil’individuo e interesse della colsfunzioni del sistema immunitalettività, e garantisce cure gratuite rio, sensoriali, motorie, neuroloagli indigenti. Nessuno può essere giche, comportamentali. (per obbligato a un determinato tratquesto è stato vietato il suo utitamento sanitario se non per dilizzo dal 2002. Ma prima? non sposizione di legge. La legge non si sapeva? quanti si sono iniettatpuò in nessun caso violare i limiti ti un metallo pesante che non esce una volta entrato e causa grazi deficit neu- imposti dal rispetto della persona umana“. ronali?) Potrei continuare con queste informazioni per pagine e pagine, ma la questione è soltanto uGlaxoSmithKline, che ha sede a Londra, come adiuvante per i suoi vaccini usa anche un com- na: crediamo a tutto quello che ci propinano i posto contenente alluminio, il cui uso, in certe mass media? Alle campagne terroristiche che dosi, è causa accertata di disfunzione cognitiva. stanno facendo? Trovo terrorista chi fa del terrorismo: ci stanno C'è poi la formaldeide: una nota sostanza can- riempiendo di paure: prima la paura degli imcerogena e tossica per l'apparato riproduttivo. migrati (vedi l'attacco alle due torri, Osama Bin E' una sostanza utilizzata come microbicida sulle Laden, le ronde padane, telecamere ovunque ecc) , adesso la paura di questa misteriosa Pancoltivazioni. demia.... Il vaccino contiene metalli pesanti, quali il mer- Il ritratto che ci si propone è quello di un Paese povero, ammalato, pieno di delinquenti... curio e un altra sostanza nota come squalene, un olio naturale ricavato dagli squali (per lo più Vogliamo un mondo diverso, diverso soprattutsi trovato nel fegato), usata per stimolare il si- to da come lo dipingete voi!!!!!■
Il silenzio della Lega
Di Umberto Batticciotto Per che cosa ci ha venduto la lega? Cosa senso? larmente comprate, le frequenze occupate del sig. Francesco Di Stefano. Signore di cui nessuno vuole parlare, né a destra né Perché ci hanno costretto ad utilizzare i a sinistra, perché il governo, dopo averdecoder? La tv tradizionale non funziona- gli venduto le frequenze, non gli ha anva più? Dal 28 agosto 1996 Rete4 ha ricevuto di fatto una sentenza di sfratto. Da che cosa? Dalle frequenze di tipo analogico su cui sta trasmettendo. Secondo la legge italiana nessuno, escluso lo Stato, può possedere più di 2 reti analogiche.Per questo fatto la Corte di Giustizia Europea sta multando l'Italia, cioè noi, con una multa di 350.000 euro al giorno. Tutti i giorni!! Siamo arrivati a qualcosa come 435 milioni di euro!!! E voi, come tanti, credo che non ci crediate!! Dite è impossibile! Invece è vero! Se chiedete ad un dirigente politico di qualsiasi partito, o se volete andare a ciale dove sono scritte tutte le Leggi, ciale dell'Unione Europea C79 29 marzo 2008) La Corte di Giustizia Europea ha infatti legiferato a favore dell'attuale proprietario delle frequenze occupate da Rete4, si chiama Di Stefano. Avete letto bene. Dal 1999, anno in cui le ha rego“Il silenzio della Lega” segue a pagina 12 Francesco Di Stefano
gli hanno offerto per il suo silenzio as- abusivamente da Rete4 sono di proprietà
cora dato niente. E lui, avendo buttato miliardi e perduto la precedente occupazione, un circuito di televisioni regionali, ha deciso di voler giustizia. E tutti i gradi della giustizia non han potuto fare a meno di dargli ragione. Ma se volete chiariamo meglio il tutto. Dovete sapere che le frequenze analogiche sono fisicamente limitate. Uno spazio chiuso. Come un condominio di 12 piani; non uno di più. La legge prevede che per tutelare la libertà di tutti, ogni privato cittadino, escluso lo stato, possa occupare al massimo due piani di questo condominio. Due piani ciascuno. Non uno di più. E nel 1999 c'è stata la regolare gara di condomino. La rai ha occupato di diritto Due andarono a TMC e TMC2 di Cecchi Gori ed ora proprietà Telecom. Elefante Telemarket ne acquistò uno su cui tuttora trasmette. Tele più bianco ne acquistò un
leggervi la sentenza sulla Gazzetta Uffi- appalto per distribuire i 12 piani del potrete toccare con mano. (Gazzetta Uffi- tre piani. Mediaset se ne aggiudicò due.
“Il silenzio della Lega” continua da pagina 11
ti così ad una legge Europea, che è di diritto anche una legge Italiana, che impone lo sgombero immediato di Rete4 altrimenti si dovrà pagare una multa 350.000 euro per ogni giorno di ritardo!! dello sfratto credo abbiate capito che è gia stata abbondantemente superata. Siamo arrivati oltre i 435 milioni di euro!! Chi li paga? Le tasse di chi? Di chi evade e
piano del condominio allora occupato, in via provvisoria, da Rete4. Credo non ci sia molto da aggiungere. Se accendete la nel suo appartamento nonostante lo sfratto. Di Europa7 neanche l'ombra. Se voi aveste speso miliardi per far crescere il vostro lavoro e un baro vi impedisse di
televisione vedete bene che Rete4 è ancora (trecentocinquantamila euro!!). La data
svolgerlo, anzi, vi deruba anche dei soldi ha i conti all'estero? Credo di questo si e del tempo che avete investito cosa fare- debba ringraziare soprattutto la lega. La ste? Esattamente quello che ha fatto Di Stefano. Andreste dai giudici. E tutti i giudici gli hanno dato ragione. Fino alla destra e la sinistra si misero d'accordo già nel 1996. D'Alema ottenne la bicamerale proprio con i voti di Forza Italia in
Corte di Giustizia Europea. E si è arriva- cambio dell'ennesima proroga a occupare
Ciao compagno
Di Roberto Mattioli Compagno, parola non più usata nelle fabbriche né sui cantieri, oppure nelle periferie delle nostre città. Saluto volutamente soppresso per farci dimenticare che siamo ormai tutti nella stessa barca, questa barca in procinto di affondare. Il soldo per ora non ci manca, lo so, e di sicuro non ci mancherà mai. Basta tener duro e quando tutto sarà passato, saremo pronti a dimenticare, lasciandoci alle spalle sto brutto periodo. Le tante belle parole che tutti vorremmo sentirci dire le ascoltiamo tutti i giorni sia alla tele che alla radio. Sto fatto però non mi mette allegria, il detto “Fin che la barca va lasciala andare” ci porterà diritti verso la schiavitù… ma legale! Tanto siamo noi che l’abbiamo votato e nessun altro può avere colpa. Siamo troppo impegnati a litigare tra di noi, è questo che vuole il capitalismo più efferato. Ora voglio parlare a te! Sei ancora in grado di voltare lo sguardo verso il collega di lavoro che ti sta a fianco? Sei in grado di guardarlo dal capo fino alla punta dei piedi? Ora ti chiedo di guardarti nella stessa maniera. Ecco, ti accorgerai che in fondo siete uguali e potrai chiamarlo COMPAGNO!■
Il caseificio a Navazzo
Sono nuovo del comune di Gargnano e sono di zona montana. Dopo aver sentito voci riguardo la costruzione di un caseificio a Gavazzo, mi sono posto alcune domande. Domande a cui ho tentato di rispondere facendo appello alla mia scarsa conoscenza dell’ argomento e chiedendo a persone che, invece, di esperienza ne avrebbero da insegnare. Vere e proprie risposte concrete non ne abbiamo trovate; da domanda nasce domanda e la cosa si complica, però abbiamo trovato molti spunti che ognuno di noi può usare come pria di quanto complesso sia l’ argomento. La prima domanda è: operativa? Valutiamo l’ipotesi della cooperativa; non faranno parte solo dell’organico punto di partenza per farsi un’idea pro- no? I vitelli delle vacche da latte non li vuole nessuno, non è carne pregiata, non valgono nemmeno un terzo di un vitello da carne; chi li ritirerebbe? Chi sarebbe C’è anche il problema ambientale; il nostro territorio è piccolo e non è in grado di sostenere allevamenti intensivi di Un’altra soluzione potrebbe essere quel“Il caseificio a Navazzo” segue a pagina 14
no anche essere i produttori di latte. Abbiamo sul nostro piccolo territorio degli allevatori? Sì, ce ne sono, pochi ma ce ne sono; bisogna vedere però se sono disposti a convertire gli allevamenti bovini da carne con quelli da latte, e non è così facile. Vorrebbe dire ampliare notevolmente gli allevamenti (un caseificio non può lavorare per pochi litri di latte giornalieri). Chi sarebbe disposto a farlo? Chi si può permettere stalle più grosse con sale mungitura e più fieno da falciare per far mangiare le vacche nei mesi invernali? I pascoli per l’estate ci so-
alle prime armi come contadino allevatore Qui nascono altre domande.
Il caseificio sarà privato o sarà una co- disposto a pagarli un prezzo equo?
in questo caso servono dei soci. Soci che vacche da latte. della produzione dei formaggi, ma dovran- la di comparare direttamente il latte da-
“Il caseificio a Navazzo” continua da pagina 13
sua esperienza alchemica trasforma il latte in formaggio. Ormai basta una macchina chiamata “multipla” che a seconda di come viene programmata produce qualsiasi tipo di formaggio. Un caseificio ha anche la necessità di un gran quantitativo di acqua che già scarseggia nel nostro territorio. Sarebbe l’ ennesimo sfregio alla popolazione di Gargnano se si sottraesse l’acqua agli abitanti per darla altrui… Credo che la cosa più importante di tutte e che l’attuale amministrazione comunale
alle varie lavorazioni del latte, per una produzione totale di SEICENTOCINQUANTA quintali di latte diario, prodotto da 3250 capi che danno circa venti litri di latte diario. Poche, davvero poche persone per lavorare tutti quei quintali di latte. Una produzione di latte di questa portata e impensabile farla in un territorio limitato come il nostro. Ormai siamo nell’era dell’ automatizzazione, non serve più l’uomo che mescola enormi paioli e che con la
Sotto un’unica stella
Di Roberto Mattioli Io mi chiedo, dove abbiamo la testa? Nascosta sotto terra forse? Fa comodo non vedere che cosa succede al di fuori del nostro orticello. Restiamo ancora a rimuginare al passato quando si era sulla bocca di tutti. Ma fatemi dire che ormai non rappresentiamo più nessuno, neppure noi stessi. Siamo già nel 2009, non più negli anni d’oro. Persino in Russia comanda la destra. Compagni svegliamoci, ricominciamo a far sentire la nostra voce. Ritorniamo nelle fabbriche, ritorniamo nei cantieri, ritorniamo al fianco dei sindacati lasciati soli e ridiamogli il sostegno e la forza che si meritano! Sono stanco e nauseato di vederci litigare come bambini per avere una parte di ragione. Queste ragioni le abbiamo perse già l’anno scorso, lo ricordate, vero? Bene allora rimbocchiamoci le maniche con una buona dose di olio di gomito e buon senso, lo stesso che ormai si è perso chissà dove. I lavoratori e non solo che si affidavano a noi hanno perso la fiducia, ci hanno lasciati soli, e di sicuro non ritorneranno più se prima non ci uniamo tutti e tutte. Vogliamo continuare su questa linea? Vogliamo davvero diventare un ricordo? Se le risposte saranno positive vorrà dire che non meritiamo più di esistere. Facciamoci ricordare come quelli che, per incazzature interne, sono stati in grado di farsi eliminare dalla destra! Ma il merito è solo nostro. Ora basta! Sono stanco, mi vergogno, perché su ogni opinione diversa ci si deve dividere? Basta con il protagonismo, smettiamola di voler sempre stampata la faccia su televisioni e giornali per avere una parte! Ci rendiamo conto o no che alla fine diciamo sempre le stesse cose? Vi chiedo solo una cosa, la più difficile forse: riuniamoci sotto la stessa stella rossa che ancora ci accomuna e facciamola risplendere più che mai, discutendo, certo, ma non del passato - non me ne frega niente di cosa si era, m’interessa solo di cosa siamo! Cominciamo una nuova era. Hasta la Victoria sempre!■
Giangiacomo Feltrinelli: un gargnanese illuTempi strani i nostri. Terzo millennio, gnate da note biografiche per la maggior l’epoca della multimedialità : internet, parte tratte da “Senior Service Senior Service”, il youtube, telefonini, connessi in rete, bellissimo libro scritto dal figlio Carlo giornali on line che ci sommergono di e- Feltrinelli. mergenze (estate emergenza caldo, inverno Giangiacomo Feltrinelli nasce il 19-06emergenza freddo…etc). Eppure, conoscere Feltrinelli? La memoria storica gargnanese (che in alcuni casi si tramuta in orgoglio) si ferma a Benito Mussolini, il Duce, proprio lui. Tante sono le fotografie locali del fascista gargnadi Predappio appese nei pubblici nesi, e tanti sono quelli che vengono nel nostro paese “la Ma altra villa Gargnano nomea. per vedere del La duce”. ben
La copertina d’epoca del periodico “Potere Operaio” sulla morte Giangiacomo Feltrinelli
1926, figlio di Giannalisa e Carlo Feltutta questa trinelli, famiglia ricca e potente, merprimi tagli proprio nei monti vicino a Gargnano, dando il via ad un impero economico che ha attraversato 2 secoli. Ma torniamo a Giangiacomo: fondatore della casa e d i t r i c e “Feltrinelli”, nato, tempi. Antifascista sin da ragazzino, vuta da nonostante una e la ferrea educazione borghese sta) riceprecursore uomo dei
nonostante Giangiacomo
“informazione”quanti sono a Gargnano a canti di legname che,si dice, fecero i
geniale, editore illumi-
merita
famiglia ricca(non spesso
storia
gargnanese è stata attraversata da personaggi ve-
certo di stampo marxi-
ramente degni di essere ricordati. Uno di “disobbediva” fermandosi a parlare con questi è Giangiacomo Feltrinelli. cuochi, muratori e giardinieri, ai quali viene attribuito il merito/colpa di una Per spiegare chi era Giangiacomo occorre- infarinatura al socialismo che Feltrinelrebbero anni, la breve vicenda (morì a 46 li ancora adolescente ricevette (si dice) anni) dell’editore rivoluzionario è tal- proprio qui a Gargnano. mente ricca ed avvincente che tralasciare Appena diciassettenne in piena invasione un solo anno sarebbe omettere parte della nazista si arma di pistola e si rifugia storia recente d’ Italia, quindi mi limiterò a osservazioni personali accompa“Giangiacomo Feltrinelli: un gargnanese illustre” segue a pagina 16
“Giangiacomo Feltrinelli: un gargnanese illustre” seguita da pagina 15
il prete, “è sposato con rito civile, mica in chiesa”. E’ triste pensare che
nel bosco, preludio al reclutamento nel lo stesso prete pochi anni prima, quando CLN (comitato di liberazione nazionale) ad abitare la villa era un assassino, non corpo di combattimento Legnano, aggregato affisse nulla, anzi si hanno notizie di alla v armata. Per un periodo fa sosta brevi frequentazioni tra i due (per il sul lago di Bracciano, dove una giovane bene del paese ovviamente). Insomma, in coppia di gargnanesi gli offrono ospita- linea con il Papa di allora (Pio XII), lità e cure, anch’essi di cognome sono don Adami, pur essendo etichettato dagli gerarchi repubblichini come non Feltrinelli, ma non parenti. Finita la stessi giacomo comincia a frequentare le
guerra e sconfitto il nazifascismo, Gian- fascista, non spiccò certo per antifascisezio- smo, dote che invece tantissimi preti del ni milanesi del PCI, un compagno anomalo periodo pagarono con la morte. per molti, ma molto utile per il partito Feltrinelli sarà ricordato per lo strano di Togliatti al quale l’editore versa epilogo della sua vita, ma altre sono le imprecisate somme di denaro, in sostegno imprese per cui ad una lotta antifascista nella quale bisognerebbe sicuramente ricordarlo: è la una di queste del Feltrinelli crede fermamente. pubblicazione
Gargnano è parte della vita di Giangiaco- “dottor Zivago” di Boris Pasternak: umo, frequenta spesso il Garda, come nel- n’opera mondiale che racconta la Russia l’ estate del 48 quando organizza un di allora vista con occhi neutrali, una campeggio per giovani comunisti nel parco visione dell’URSS e della rivoluzione della villa di famiglia (fino a pochi an- d’Ottobre non proprio trionfalistica , ni prima residenza del duce), suscitando quindi fortemente osteggiata dal graniticosi le ire dell’allora parroco di Gar- co PCUS ( partito comunista dell’unione gnano ( presumo don Primo Adami ) che ve- sovietica) di Nikita Chruščëv Chru ëv,. Pubblicare ëv de in quel manipolo di peccatori uno il romanzo costò a Feltrinelli l’ira di sfregio alla morale del paese facendo co- tutto il partitone sovietico e del pci di si affiggere manifesti pubblici atti a Togliatti che lo tacciò di anticomunismo, screditare il padrone di casa, che, cita espellendolo dal partito.
Per scriverci…
Volete scriverci?? Potete farlo all’indirizzo mail prc.gargnano@gnumerica.org altrimenti potete venirci a trovare sul blog http://blog.libero.it/NuovoMunicipio E se non avete internet potete mandarci le vostre lettere tramite posta a: “Il Nuovo Municipio” C/O Bommartini Mauro, Piazza Villa n°1, 25084 Gargnano (BS).
A mio nonno
Di Fabio Gandossi Uno spettacolo di cento parole e cento parolacce ! Non uno spettacolo in volgare bensì metà volgare metà illustre uno spettacolo linguistico non in lingua quella la lasciamo ai poeti noi siamo insulsi insulti siamo feccia da ascoltare una delizia per i vostri ammalati apparati digerenti. Ascoltate...arriva un suono da lontano dallo spazio che no-comprendo o c'è qualcuno che mi chiama? Dormo? Tante domande da tanto tempo per fermare il tempo. Intanto la caverna s'è abbellita con la televisione il caminetto ho tanto caldo troppo caldo mamma ho caldo - mettiti i calzini se hai caldo dice la mamma che non capisce niente perché è da lei che viene il caldo una stufa di mamma che irraggia amore è col caldo che si cresce e tu piccina mia sei un fiore e io ...io non so cos'è il vento l'odore del piscio la fame che tutto è arrivato dal cassetto della nonna quante piccole monete da cento ha detto - cunta la tò che la mia l'è finìa l'ha detto il nonno ch'è dolce nel letto ch'è dolce il nonno nel sonno ch'è dolce il giardino d'agrumi del nonno che solo sua era la terra non del Feltrinelli non del Bettoni che la sua mano che m'accarezza dice solo di chi la cura è la terra.
La redazione de “Il Nuovo Municipio”: Mauro Bommartini, Fabrizio Silvestri, Carlotta Bazoli, Marco Tonoli, Simon Dati, Antonio Baccoli, Ciprian Caldare, Frida & Jana Schennach, Sara Chiarello, Roberto Mattioli, Tatiana Florioli, Fabio Gandossi, Leila Bonacossa, Michele Macaluso, Adriano “Nane” Bergamini, Umberto Batticciotto, Maura Samuelli.
Per non dimenticare chi ha lottato per
Questi sono i biglietti di sabato Martelli Castaldi, inviati clandestinamente alla moglie durante i suoi ultimi giorni di prigionia in via Tasso. Generale di Brigata Aerea, muore a 47 anni trucidato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine fuori Roma per rappresaglia all’attentato di via Rasella, con altri trecentotrentaquattro detenuti politici prelevati dalle carceri di via Tasso e Regina Coeli.
L
a mia camera è di m. 1,30 per 2,60. Siamo in due, non vi è altra luce che quella riflessa da una lam-
padina elettrica del corridoio antistante, accesa tutto il giorno. Il fisico comincia ad andare veramente giù e questa settimana di denutrizione ha dato il colpo di grazia. Il trattamento fattomi non è stato davvero da “gentleman”. Definito “delinquente” sono stato minacciato di fucilazione e percosso, come del resto è abitudine di questa casa: botte a volontà. 4 marzo 1944 I giorni passano, e, oggi 47° credevo proprio che fosse quello buono, e invece ancora non ci siamo. Per conto mio non faccio caso e sono molto tranquillo e sereno, tengo su gli umori di 35 ospiti di sole quattro camere con barzellette, pernacchioni (scusa la parola ma è quella che è) e buon umore. Unisco una piantina di qui per ogni evenienza e perché, a mezzo del latore, quest’altra settimana me la rimandi completata. Penso la sera in cui mi dettero 24 nerbate sotto la pianta dei piedi nonché varie scudisciate in parti molli, e cazzotti di vario genere. Io non ho dato loro la soddisfazione di un lamento, solo alla 24° nerbata risposi con un pernacchione che fece restare i tre manigoldi come tre autentici fessi. (Quel pernacchione della 24° frustata fu un poema! Via Tasso ne tremò ed al fustigatore cadde di mano il nerbo. Che risate! Mi costò tuttavia una scarica ritardata di cazzotti). Quello che più pesa qui è la mancanza di aria. Io mangio molto poco altrimenti farei male e perderei la lucidità di mente e di spirito che invece qui occorre avere in ogni istante. (Ultimo messaggio, scritto sul muro della cella di via Tasso). Quando il tuo corpo non sarà più, il tuo spirito sarà ancora più vivo nel ricordo di chi resta – Fa che possa essere sempre di esempio.
Lettera tratta dal libro “Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea”. Einaudi
Di Enzo Mazzi
Quest’anno la mangiatoia del presepio sarà vuota. Il Bambinello, eterno immigrato clandestino, sceso dalle stelle nel ventre di una fanciulla illegale, non sposata, nato in una stalla in terra straniera, deposto in una mangiatoia, è stato sequestrato dall’operazione White Christmas, Bianco Natale, della giunta leghista di Coccaglio. Erode a suo tempo arrivò assai tardi. La mangiatoia aveva avuto il tempo di accogliere il neonato destinato a rubare al re il trono e le ricchezze. Fece una strage di bambini ma il clandestino non c’era più. Ora si è fatto molto furbo e ha pensato di agire in modo preventivo. Il Natale quando arriva ha da essere libero da tutti i clandestini. “Perché come afferma l’assessore alla sicurezza del piccolo comune bresciano, Claudio Abiendi – Natale è una festa della tradizione cristiana, della nostra identità, non la festa dell’accoglienza”. “Segno di una intolleranza parossistica” commentano i responsabili della Caritas. Senza però dire una parola, né loro né altri prelati sempre pronti nell’intervenire in ambito politico per difendere gli interessi dell’etica, oltre che della loro borsa, sul significato etico del Natale come festa che si oppone agli ingabbiamenti nazionalistici. La mia riflessione si imbatte in contraddizioni assai evidenti, lo so bene. Il Natale cristiano è storicamente e teologicamente “cattolico” che vuol dire universale, ma la sua è l’università imperiale. Il battesimo dell’università lo ha avuto da Costantino e resta impresso nella struttura sacrale profonda. Allora chiedo che dalla padella del nazionalismo gretto leghista si torni alla brace dell’universalismo imperiale che impone a tutti per legge la simbologia cristiana, compreso il presepio e il crocifisso? Raddrizziamo dunque il senso del discorso. E allora proviamo a vedere e vivere il Natale come accoglienza della maternità, del dare vita. Forse lo stesso racconto della natività che leggiamo nel Vangelo più che un racconto storico è l’eco del senso del rifiuto ancestrale che la società bene di ogni tempo oppone alla maternità nei suoi valori più alti, al dare vita non nel solo senso biologico ma in senso culturale ed esistenziale. La cultura patriarcale sfrutta, come si sa bene, la donna, la sua capacità biologica di dare vita, ma rifiuta la cultura femminile della maternità. E così Maria si trovò a partorire in una stalla perché per lei non c’era posto in albergo. Ma nel Vangelo c’è anche il senso dell’accoglienza verso la vita che nasce espresso da realtà emarginate dalla stessa società bene, come ad esempio i pastori. E questo dell’accoglienza verso la maternità è oggi un problema particolarmente grave, poiché il senso della vita si fonda sul possesso, sul denaro, sul successo individuale, sulla competizione di tutti contro tutti, sull’avere anziché sull’essere, sino a poter dire, estremizzando un po’, che la società in cui si realizza ogSTAL LA S O gi la maternità è TTO SEQ U E dominata dalla O C C STRO P E U ABUS P A Z I O N R tendenza a dare la IV E PART A DA morte piuttosto E DI CLAN DEST che la vita. Per cui INI le madri, costrette ad andare controcorrente per dare vita in senso pieno, si sentono un po’ straniere tutte e non solo quelle che vengono qui da paesi lontani. Le madri sono coccolate, gli danno sussidi e sostegni, ma sono poco più che contentini perché la loro vita si fa sempre più difficile. Le madri, anche quelle di Coccaglio si sentono tutte straniere/migranti. Dare la vita è un’esperienza che pone in condizione obiettiva di estraneità rispetto alla cultura dell’alienazione, dell’esclusione, della guerra, e al tempo stesso dare la vita è dare impulso alla transizione (la migrazione) sognata e voluta da tante e da tanti verso una cultura della vita, della nonviolenza, della pace universale. L’emersione della cultura femminile, il dare vita il sognare un mondo dove un bambino lattante possa stendere la sua mano nella tana della vipera (la profezia di Isaia), l’affermarsi della soggettività femminile in ogni ambito della società, sono la nostra principale risorsa. Il Natale in questo senso è donna. Buon Natale■
Fascisti e opportunisti
Sono anni ormai che ci chiediamo se il fascismo ritornerà, ma tranquilli amici, un po’è già tornato; non il fascismo del ventennio, ma quello di sempre, autobiografia della Nazione, frutto spontaneo del nostro autoritarismo anarcoide, del nostro piacere di servire, della retorica patriottarda. Sono già tornate le parole del patriottismo e del nazionalismo retorico e gli annessi riti funebri: chi muore per sventura o per dovere viene chiamato eroe, chi insiste a vedere i nostri difetti antitaliano, e se non basta sovversivo, colpevole di opporsi, ironia della storia, a quanti vogliono sovvertire la Democrazia. Se il fascismo di regime definiva pantofolai o panciafichisti i borghesi di normale buonsenso, questi che ci ritroviamo vedono complottasti e sabotatori in chiunque si opponga al nuovo sultanato. E’tornato il populismo a due tempi, di elogio e di disprezzo, di tipo mussoliniano in cui gli elogi senza limiti agli italiani “popolo di santi , navigatori ed eroi” e persino di migratori, si alternavano alla “povera razza italiana che non cambierà non dico in 18 ma nemmeno in 180 anni”. Tornerà il fascismo? Tranquilli, un po’ è già tornato. La destra reazionaria è già piena di ex socialisti alla Bombacci, che pensano che un posto alla greppia valga il voltagabbana, e come tutti i transfughi sono i più entusiasti del nuovo duce e i più rancorosi con i vecchi compagni. La formazione in atto del nuovo regime la capisci subito dall’astio, dalla voglia di diffamazione, dal desideri incontenibile di mettere a tacere chi si oppone al nuovo ordine. Nel rinnovato ma eterno fascismo c’è anche il disprezzo per la ragione pacata sostituita dalla ragione di chi urla più forte, la cagnara che imperversa ogni sera nei dibattiti televisivi dove i sostenitori del sultano si piazzano nelle prime file e su istruzioni del padrone rlano come cagnacci rabbiosi, impediscono agli altri di parlare. E riconosci i favoriti del sultano che con le loro voci riescono a coprire anche un rombo di cannone. Gli urli, la violenza verbale, annuncio di quella fisica, e poi l’assoluta indifferenza alla logica, alla grammatica, alla sintassi, alla storia, a un minimo di buona educazione. Un guitto del giornalismo può tranquillamente accusarvi di non aver capito niente del terrorismo citando non i tuoi libri sul tema, ma una cronaca del suo incerto esordio. Non è solo la democrazia che questo nuovo fascismo allo stato naturale ed eterno vuole affossare, ma anche la normale convivenza, la normale educazione. Le élite della cultura vengono retrocesse alla vanità snobistica, gli studiosi di storia e di politica irrisi dai propagandisti, la stampa internazionale presentata come una canea invidiosa delle nostre glorie e dei nostri successi. Chiunque dissenta o si opponga è travolto da una marea di contumelie e di accuse infamanti che non risparmiano più nemmeno gli alleati di classe, i signori dell’industria e della finanza, anche loro investiti dal rancore del piccolo duce brianzolo, che sembra un ricorso storico di quello del ventennio, che nel crepuscolo di Salò voleva “seminare di mine sociali la Pianura Padana”, in odio ai grandi capitalisti che lo avevano abbandonato, l’infido Agnelli e il grigio Pirelli, come li chiamavano. E non mancano i sempiterni “pesci in barile”, quelli che se la cavano dicendo di voler rimanere neutrali in questo scontro di opposti eserciti. Ma questa non è una guerra di conquista, è una elementare difesa della democrazia. Hasta la victoria siempre■
Lettera aperta al ministro Brunetta
siamo nella condizione di aderire alla richiesta Ministro Brunetta, del Ministro sacconi in quanto significherebbe Il Suo collega di Governo, Ministro del Lavoro e togliere a noi e alle nostre famiglie ulteriori ridella salute, on. Sacconi, ha diramato una nota srse economiche magari per un semplice rafa tutte le Amministrazioni freddore o un mal di gola, Pubbliche con l’indicaziodal momento che si parla ne rivolta ai dipendenti di sindromi similpubblici di rimanere a cainfluenzali sa in caso di presenza di Cogliamo l’occasione per una sintomatologia riconsuggerirLe, qualora le ducibile all’influenza H1Amministrazioni PubbliN1, responsabile di una che si rendessero dispopandemia in corso. nibili ad ottemperare alla Con la presente intendiadistribuzione di materiale mo informaLa che ci adefinalizzato alla prevenziogueremmo volentieri alne del contagio, di approl’invito del Suo collega, fittarne per fornire ai dima purtroppo siamo impendenti pubblici anche possibilitati. Infatti la Sua quelle condizioni per lainiziativa di introdurre, vorare dignitosamente attraverso la Legge 133che troppo spesso vengo/2008, una penalizzaziono a mancare. ne economica in caso di È chiaro che, qualora deassenza per malattia, ci cidesse di ritornare sui induce a recarci al lavoro Suoi passi ed annullare la quale che sia il nostro norma che penalizza la stato di salute. Non posmalattia, saremo lieti di siamo permetterci di riaccogliere l’indicazione durre ulteriormente i nodel Ministro sacconi e di stri salari, già decurtati dal taglio al salario acrimanere a casa per curarci, evitando al concessorio, che a stento consentono ai lavoratori tempo di trasformarci in untori della pandemia di arrivare alla fine del mese. Senza contare tra i nostri colleghi e tra gli utenti. che il Suo Governo per il rinnovo dei contratti Saluti senza baci, per non influenzarLa. pubblici non ha stanziato che l’elemosina di 12 euro lordi mensili e che il DL di riforma della I Dipendenti Pubblici P.A. ci penalizzerà ulteriormente. Lei sicuramente capirà come, in questa situazione, non
Abbiamo ritenuto necessario sollecitare una discussione in consiglio comunale riguardo il futuro della gestione del nostro acquedotto. L’acqua è una risorsa troppo importante per non tentare almeno di contrastarne la sua mercificazione e limitazione all’accesso libero e per tutti,, pericoli ormai imminenti dopo l’approvazione di un articolo di legge che permette ai privati di gestire in futuro tal bene primario. E per l’identico principio, trovato un modo efficace per presentarlo, si gestirà privatamente il consumo di ossigeno di ognuno di noi. Oltretutto, secondo noi, essendo attualmente il nostro acquedotto gestito da una S.P.A. (già quindi fuori dal controllo dei cittadini), sarà ancora più facile per le multinazionali del settore (da noi la A2A, il colosso finanziario scaturito dalla fusione delle municipalizzate di Brescia e Milano, già vede affaroni faraonici grazie all’oro blu) di impadronirsi di tutta l’acqua e le sue fonti per i prossimi secoli. Con tutto quello che ne comporterà, sia per i territori ricchi di fonti idriche, che di quelli ove l’acqua scarseggia patologicamente. Già molti Comuni in tutta Italia hanno fatto retromarcia rispetto alla privatizzazione, molti altri se ne stanno aggiungendo. Vogliamo ricordare quando anche il nostro Comune aderì con entusiasmo al “nuovo che avanzava”, come senza batter ciglio e senza informare meticolosamente la cittadinanza, la giunta di allora si accodò obbediente al dictat dei nuovi padroncini, aderendo ad un consorzio che ne anticipava nei fatti la graduale privatizzazione (dell’acquedotto ndr). In quei tempi noi convocavamo assemblee cittadine proprio con la speranza di non arrivare, tappa dopo tappa, ad essere rapinati di tutti i servizi sociali faticosamente conquistati in anni di lotte, in una società meno razzista, meno egoista e meno clericogenuflessa. Abbiamo inoltrato all’Amministrazione comunale ed in particolare al Sindaco la lettera che segue, sperando di trovare una costruttiva sensibilità verso il problema. La redazione
All’Amministrazione Comunale di Gargnano, all’attenzione del sindaco Gianfranco Scarpetta
ritorniamo a sottolineare il momento particolarmente delicato per il futuro dei servizi di prima necessità, primo tra tutti l’utilizzo futuro dell’acqua pubblica. VISTO che la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall’articolo 23bis della L.133/08, che prevede, in via ordinaria il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali, tra cui esplicitamente il servizio idrico, a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, imponendo forzatamente la presenza di privati; VISTO il recente art.15 del D.L. 135/09 che ha modificato il 23bis della L.133/08 e muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, prevedendo: l’affidamento della gestione dei servizi pubblici A RILEVANZA ECONOMICA a favore di imprenditori o società in qualunque forma CHIEDIAMO AL SINDACO E ALLA GIUNTA costituite, individuati mediante procedure di competitive ad evidenza pubblica o, in alterintraprendere tutte le azioni opportune al fine di nativa, a società mista pubblica e privata con contrastare i provvedimenti previsti dall’capitale privato non inferiore al 40%; art.23bis della L.133/08, come modificato la cessazione obbligatoria alla data del 31 dicemdall’art.15 della L.135/09 approvata in questi bre 2011 per l’affidamento per qualsiasi altra giorni dai due rami del parlamento; forma di gestione che non si conformi alla intraprendere tutte le azioni opportune nelle assodisciplina di cui sopra e l’impossibilità di preciazioni rappresentative degli Enti Locali e vedere altre forme di gestione dall’entrata in nelle sedi di confronto con il Governo naziovigore di tali disposizioni; nale, al fine di affermare il potere degli EnCONSIDERATO che in tutto il territorio nazionale ti Locali e dei propri organi eletti dai cittauna rete associativa cui aderiscono più di 80 associadini di determinare le modalità di gestione zioni nazionali e più di mille comitati territoriali, acdi servizi essenziali alla collettività quale il comunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’servizio idrico secondo l’autonomia confeacqua come bene comune e diritto umano univerSeguita a pagina 23
sale, dalla necessità della sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, sta sottoponendo all’attenzione della cittadinanza e della società civile un appello al ritiro del decreto e una serie di proposte volte alla riappropriazione del bene acqua, e alla promozione, attraverso gli Enti Locali, di una gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici; CONSIDERATO che l’entrata in vigore delle normative di cui sopra rappresenta un chiaro scavalcamento dei poteri degli Enti Locali in particolare dei propri organi eletti dai cittadini in merito alle forme di erogazione di servizi essenziali; CONSIDERATO che la gestione privatistica del servizio idrico comporta la violazione di un concetto inviolabile che annovera l’acqua come diritto universale e non come merce, perché espropria l’acqua potabile al controllo degli Enti Locali e dei cittadini, perché consegna al mercato l’acqua con tutte le ripercussioni sociali che questo può generare;
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rita dall’art.114 della Costituzione e dall’art.117 per le competenze regionali; riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; riconoscere il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA impegnandosi ad inserire questo principio nel nostro STATUTO COMUNALE in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto Pubblico
sottoporre all’assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale le proposte sopra citate, per valutare iniziative comuni; INFORMARE IL CONSIGLIO COMUNALE ENTRO 30 GIORNI Sicuri della sensibilità dell’amministrazione verso i problemi sociali, presenti e futuri, della nostra comunità, e auspicando quindi una discussione costruttiva in merito, auguriamo a tutti buone feste e buon lavoro Mauro Bommartini
Consigliere comunale gruppo “Nuovo Municipio – Sinistra Gargnanese”
Il Vate
Sempre caro mi fu quest'ermo colle e quella siepe che l'ultimo orizzonte il guardo esclude ..... sempre caro mi fu quest'ermo muro e quel tetto che il guardare m'impedisce. Il poeta è dentro lo studio tra cartacce e odor di benzina ha freddo come al solito ha finito la legna e la stufa grigio-piombo mostra un più plumbeo grigio topo. D'improvviso ecco comparire sul tavolo all'improvviso topo Gigio che m'insulta e prende a pedate l'amico Leopardo da Recanate che m'era venuto a trovare e stava a guardare dalla finestra la piazzetta di Muslone “ quante parole vieni al sodo” ha detto il Leopardo dacché topo Gigio si ritira presenza assurda davanti a sto popò di vate lui si gira mi guarda e balbetta delle scuse e per tutto il tempo invece di filosofeggiare e poetare mi chiede solo due cose: dov'è andato il topo Gigio e se gli trovo da scopare, ma poco dopo attacca una scenata sui “dacché” poi di sera si finisce per cercare tutte due il Gigio che senza davvero non si può stare.■
L’associazione l’Impronta quest’anno ha promosso un concorso presso le scuole medie del comune di Roè Volciano. Il concorso ha visto la partecipazione di tantissimi alunni. I ragazzi sono stati invitati a realizzare dei disegni, collage o simili sul tema “Il mio mondo” (com’è o vorresti il mondo di oggi). Il risultato è stato entusiasmante visto che i ragazzi, per la maggiore, hanno scelto argomenti legati alla pace, ambiente e rispetto reciproco. Con questi disegni è stato realizzato un calendario che, grazie alla collaborazione de “Il Nuovo Municipio” potete acquistare anche voi alla cifra simbolica di 5 €. L’intero ricavato sosterrà l’associazione l’Impronta (associazione socio culturale volcianese no profit). Grazie e buon Anno nuovo! Associazione l’Impronta
Un futuro per la sinistra
Di Beppe Almansi, del Coordinamento Provinciale di Sinistra e Libertà Il 19 e 20 Dicembre a Roma nascerà il nuovo soggetto politico della Sinistra. L’assemblea nazionale per la costituzione di Sinistra Ecologia e Libertà alla quale parteciperanno 1.215 delegati da tutte le regioni d'Italia (15 da Brescia), compresi 24 delegati designati nella circoscrizione Estero procederà a cedere la titolarità del simbolo di SeL alla sovranità dei propri aderenti. Non posso negare che il percorso è stato irto di ostacoli, non ancora del tutto rimossi, ma resto altresì convinto delle stesse ragioni che più di un anno fa ci portarono a mettere in discussione le nostre appartenenze, le (poche) certezze, per rimettere tutto in gioco a favore di quella che , oggi come allora, mi sembra una necessità non prorogabile….la ricostruzione di una Sinistra nuova , in grado di tornare a parlare ad un popolo smarrito che abbiamo da tempo smesso di saper rappresentare. La crisi di questa Sinistra, frammentata, cieca, incapace di darsi un progetto politico in grado di unire, è sotto gli occhi di tutti. Così come risulta sempre più evidente l’incapacità di dare una lettura al passo con i tempi, in grado di saper cogliere le opportunità per una alternativa vera alla destra che sta devastando il nostro paese. La crisi pesante e drammatica che i lavoratori stanno vivendo, il restringimento degli spazi democratici, la comparsa di forme di razzismo e di fascismo che credevamo scomparse, il riaffacciarsi di una destra becera, populista, ma sempre pronta ad accarezzare per il verso giusto il pelo del malessere che gran parte dei cittadini e dei lavoratori vivono, rappresentano l’urgenza e la necessità di una Sinistra pronta a ribattere colpo su colpo, a mobilitare le coscienze assopite di tutti coloro che si sono adeguati a questo stato di cose. C’è bisogno di una sinistra moderna, che sappia mettere insieme il meglio delle proprie differenze e che non ripeta gli errori tragici del passato; una Sinistra aperta, plurale, che sappia tenere insieme i diritti sociali con i diritti civili degli individui Se la Sinistra vuole rinascere deve offrire prima di tutto un progetto di società alternativo a quello attuale. Su questo dovranno poi essere fatte le alleanze, ricercando sintesi fra visioni non completamente coincidenti su varie problematiche ma sempre dimostrando coerenza verso i propri valori ed obiettivi. Il percorso per la costruzione di questa nuova Sinistra è una strada senza ritorno e paradossalmente prende più forza oggi che ha messo a nudo tutti i suoi limiti iniziali. Il congresso dei Verdi e la pausa di riflessione dei Socialisti ha spronato molti militanti di questi due partiti a rompere gli indugi e ad aderire a Sinistra Ecologia e Libertà. Nella nostra provincia il nuovo soggetto politico sta prendendo forma ed è sempre più forte l’idea della necessità che questo processo nasca dal basso, dai singoli, dalle associazioni, dalle realtà ben radicate sul territorio. Certamente il gruppo che da anni si impegna sul territorio dell’alto lago di Garda ed in particolare di Gargnano rappresenta per me un esempio. Lo stesso gruppo che dopo essere uscito dal PRC non si è perso d’animo ma ha immediatamente ripreso a costruire, ad unire esperienze diverse rappresenta più delle mie parole quale deve essere la direzione: dall’ecologismo ai progetti di democrazia partecipata, dalla difesa del territorio aggredito dalla speculazione alla campagna per salvaguardare l’acqua come bene pubblico fino alla presentazione della lista “il nuovo Municipio – Sinistra Gargnanese” rappresenta sul territorio la risposta giusta che anche il nuovo soggetto politico dovrà sapere dare. Ai compagni Mauro, Fabrizio e Carlotta ai quali sono fraternamente legato ma anche a tutti gli altri straordinari compagni di Gargnano che in questi anni hanno svolto un lavoro continuo va il mio richiamo a continuare e a non mollare perché solo in questo modo per tutti noi…inguaribilmente di Sinistra… continuerà ad esserci un futuro.■

