
Il nuovo municipio n°8
È più facile disintegrare un pregiudizio che un atomo
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PASSEGGIATE GARGNANESI di Mauro Bommartini a pag. 3 e 4 ERRATA CORRIGE di Fabrizio Silvestri a pag. 5 GARGNANO… E I SUOI INTELLETTUALI di Fabrizio Silvestri a pag. 6
Di Mauro Bommartini
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Tanto tuonò che piovve. E come CERMIS, LA “STRANA” STORIA DI al solito pioverà su chi non ha omUNA STRAGE brello. Tutto si blocca di nuovo e di Carlotta Bazoli a pag. 7 e 8 la palla ritorna al centro. La carognata istituzionale combinata un DADAISTA PUBBLICITÁ DADAISTA mese prima della fine della scorsa di Umberto Batticciotto a pag. 10 legislatura con il varo di una legge elettorale demenziale, ha dato i L’ANGOLO ZAPATISTA suoi frutti. Due mercenari della di Antonio Baccoli a pag. 11 politica, con le rispettive mogli in VEDI CUBA...E POI VIVI guai giudiziari fino al collo, sostedi Simon Dati a pag. 12 e 13 nuti da un’entourage di inquisiti o inquisiti loro stessi, si sono permessi di far cadere un governo IL MANOSCRITTO RITROVATO ALLE RAVERE che, rispetto almeno agli ultimi di Fabio Gandossi a pag. 14 e 15 tre, segnava un cambio di marcia ed un freno al dissanguamento di CHE COSA OCCORRE…? UNA intere fasce sociali, le più deboli. RIVOLUZIONE!!! Anche i generosi contributi di fine di Fabrizio Silvestri a pag. 16 e 17 legislatura elargiti alle parrocchie dal passato governo hanno dato il IL CORAGGIO DELLE IDEE loro determinante contributo di Mauro Bommartini a pag.19
13 e 14 aprile 2008
SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BIANCA di Umberto Batticciotto a pag. 20, 21 e 22 LETTORI LETTERE DEI LETTORI a pag. 28 COMBATTERE? di Inke Richter a pag. 29 MUSICA & CINEMA DAL MONDO di Marco Tonoli a pag. 31 e 32
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perché il piano di destabilizzazione politica andasse a buon fine. Meglio pensare a sistemare la propria facciata con la parte politicamente più conveniente e generosa che alle famiglie già pesantemente provate da 5 anni di “brigantaggio cavalleresco”. Sembra passato un secolo da quando buona parte, la maggioranza degli italiani, dai ceti più bassi a buona parte dell’imprenditoria nostrana, non vedeva l’ora di cambiare indirizzo politico e soprattutto metodi. Evidentemente la distanza tra “lorsignori” e la vita reale, che già sembrava enorme, con la deregulation ed il liberismo sfrenato e senza reali controlli degli ultimi decenni, si è fatta insanabile. Viviamo in pieno feudalesimo dove pochi signorotti detengono le leve del potere azionandole dai loro castelli trasbordanti di ogni ben di dio. E fuori il caos. Si sono succeduti governi e maggioranze molto peggiori di quello affondato da un manipolo di conservatori reazionari, e che si sono presi la responsabilità di consegnare il paese nelle mani di nessuno infischiandosene delle nefaste conseguenze. Non difendiamo a spada tratta l’operato del governo Prodi fino al momento della sua caduta. Per Rifondazione la scommessa di poter lavorare fuori e dentro il “palazzo” cercando di rinnovare la politica attraverso la freschezza dei movimenti si era già persa l’indomani della manifestazione di Vicenza di un anno fa circa, ed i conseguenti 12 punti imposti dal premier per proseguire l’esperienza di governo. Gli italiani non sono ancora pronti per camminare con le proprie gambe in uno Stato laico e sovrano. Nessuno però questa volta potrà usare Rifondazione come capro espiatorio delle proprie cazzate. Ne vedremo delle belle da qua in avanti, probabilmente dal cilindro dei contorsionisti uscirà un altro coniglietto da dare in pasto alle masse popolari nel tentativo di tenerle buone. Ma quanto durerà ancora? Hasta la victoria sempre!
La spallata di Benedetto XVI al governo Prodi
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PASSEGGIATE GARGNANESI
Si parla tanto di gestione del nostro territorio soprattutto in visione di sviluppo futuro. Villa Feltrinelli, Roccolino, Clinica Formaga, + 39 (leggi circolo vela Gargnano), sono stati gli interventi più importanti in termini sono, o sono in via di realizzazione sul nostro territorio. La brama di “appropriarsi” di uno dei territori più belli ed incontaminati del lago, il nostro, da parte di capitali che provengono da sempre più lontano, e che vedono in esso solamente la parte speculativa ed il conseguente riscontro economico, minacciano il futuro equilibrio che dovrebbe regolare sviluppo e comunità “indigena”. Ed è anche vero che dopo le ultime riforme reazionarie degli enti locali, portate avanti con l’ unico motivo di costringere i comuni e le province a disfarsi dei beni pubblici più onerosi, dagli immobili ai “servizi”, da tempo nelle mire del capitale privato, capro espiatorio per le varie “amministrazioni comunali dei beni altrui “ per rimpinguare le casse vuote e magari ricavarci qualche regalino. Quindi ben venga il privato che porta capitali freschi, magari prima pubblici e poi con qualche contorsione burocratica, privati ( privati, cioè tolti a qualcuno), posti di lavoro, “sviluppo”, tacchi dadi e datteri. Le amministrazioni che si succedono, buone, meno buone, a seconda di quanto ti hanno portato beneficio personale, non portano grandi novità, la questione del bilancio è diventato un buon gestiscono alla meno peggio le direttive che i loro capi e capetti, vuoi da Roma, vuoi dall’illuminata imprenditoria padana, gli propinano attraverso i più disparati canali burocratici ed istituzionali. Nessuno pensa più alla vita cittadini. E non sarà certo la pavimentazione dei “soliti” centri storici, o la raccolta differenziata, buttata lì come fosse una vaccinazione obbligatoria, a rendere più vicine le istituzioni alle persone in carne ed ossa. Abito da un paio di anni nel borgo di Fornico. Penso che solo vivendo a stretto contatto con il territorio se ne riescano a percepirne le bellezze, le sfumature, le mancanze e gli squilibri, e la fortuna di essere nati e cresciuti in questi posti. La passeggiata “naturale” che da Bogliaco sale fino a Zuino ed oltre, potrebbe, se resa percorribile con sicurezza, diventare una meraviglia ed un’occasione di sviluppo per l’intero nostro comune, è una situazione strategica, ma mi sembra che non venga messa in sufficiente risalto, anzi per niente. Negli ultimi anni c’è stato un’ incremento dei residenti in queste zone anche grazie alla costruzione di case familiari in cooperativa ed altre sono in attesa di essere costruite. Per lo più giovani coppie, quindi madri, neonati,
finanziari e di impatto ambientale, che si quotidiana, quella spiccia, dei loro
che renda gli spostamenti agili e sicuri, secondo i sentori, tra qualche anno anche che permetta addirittura in certe occasioni di lasciare l’auto privata a valle e salire comodamente in pulmino, esattamente il contrario di quel che succede ora e che non si prende in tempo il toro per le corna. Il vero programma con il quale ci presenteremo come gruppo del “Nuovo Municipio” alle prossime elezioni le deleghe in bianco rappresentate dal voto ma avere la consapevolezza di partecipare alle decisioni da prendere riguardo tutto ciò è quotidianità, tutto ciò che si intreccia con la nostra vita. Basta delegare con il voto e non questo modo non si costruisce un bel niente, non cambia niente. Le forze e le intelligenze sono presenti nella nostra comunità e non hanno bisogno di nessun tutore esterno. Immediato mi viene da pensare a chi, in questi tempi di “concessioni facili” (per ora arginate ai comuni limitrofi) ci ricorda ogni di noi “osarono” sollevare perplessità sull’effettiva utilità della cementificazione dell’area “Corno”. Ci ricordano che i soliti ambientalisti e comunisti avrebbero impedito la realizzazione di “Bogliaco 2000” con tutti i suoi lustri e lustrini. Dopo 20 anni, nonostante la buona ultima gestione del porto e rimessaggio da parte di Marco (forza e risorsa locale ndr), ci troviamo con un circolo vela ridotto a pura entità, il paese di Bogliaco ad una situazione difficilmente recuperabile, e, senza Centomiglia. Non mi sembra sia stato un passo da gigante, se non per i pochi che ci hanno lucrato e che ora spostano i loro interessi in terre più utile cercare di far nascere un polo artigianale strettamente collegato tra di esso e che facesse da traino all’intero settore turistico ad esso legato. Mi “naturale” per Gargnano ed in particolare per Bogliaco. Dalla barca alle vele, dagli alberi agli accessori, per finire alla palestra e scuola di vela. Tutto insieme anche a costo di unirsi in cooperazione; invece negli anni su interessi particolari e il circolo vela è stato usato per interessi privati. Volete per caso dirmi che non ci sono tra gli appassionati velisti gargnanesi, qualcuno in grado di far meglio di chi ha ridotto negli anni il circolo a veicolo per interessi privati? Speriamo nelle nuove leve, che abbiano oltre il senso della voglia di fare, della capacità innovativa, anche un pizzico in più di senso civico, merce
potrebbe peggiorare se “vergini”. Sarebbe stato sicuramente
comunali, è proprio questo; smetterla con riferisco ad un polo artigianale quasi
assumersi così responsabilità sociali. In è successo il contrario, ci si è divisi
tanto quando in tempi non sospetti alcuni degli affari,
errata corrige
Nello scorso numero de “il Nuovo Municipio”, più precisamente nell’ articolo “Fascismi vecchi e nuovi”, parlando dei vari esponenti della nuova destra neofascista, ho riportato un pezzo preso da Internet (dall’enciclopedia on line Wikipedia) che parlava di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova; il passaggio riportava di alcuni illeciti e violenze commesse da Fiore durante il suo “soggiorno” in Inghilterra. Tempo dopo, chiacchierando informalmente con un dirigente locale di FN , mi è stato fatto presente che la notizia da me riportata non era vera, cosa poi confermata da una più approfondita ricerca da altre fonti. Mi è stata anche ventilata la possibilità di una denuncia da parte di Fiore, se non avessi pubblicamente ritrattato. Ovviamente , essendo la notizia non vera, lo avrei fatto anche senza questo tipo di “pressioni”, come ovviamente chiedo scusa a tutti i lettori , perchè una delle finalità de “Il Nuovo Municipio” è proprio la veridicità delle informazioni trasmesse. Pur essendo questo uno spazio fortemente critico e ferocemente antifascista, mai ci sogneremmo di riportare volutamente notizie false per screditare o aggredire avversari politici anche se vergognosamente fascisti come Fiore. Nello scrivere la bozza di queste poche righe ho addirittura
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Gargnano... e i suoi intellettuali
Di Fabrizio Silvestri (nella lista ci siamo ora anche noi, Victoria, appena arrivata, Renata la mamma, ed io ), bambini, giovani etc. Il traffico aumentato ed aumenterà, perché l’unico mezzo di spostamento è e rimarrà quello privato. Già si sono verificati degli allarmanti incidenti o situazioni critiche, soprattutto a da Zuino a Bogliaco. (la situazione della curva “Conchiglia d’oro” non lungo dai nostri amministratori. Passo tutti i giorni e vi posso garantire che l’incidente successo ad una mamma ed i suoi figlioletti il giorno del Gorla era ampiamente annunciato. Ogni giorno si vedono situazioni “a rischio”. In zona sono venute ad abitare diverse famiglie con bambini, l’ estate si va e si viene dalla spiaggia al parcheggio, i vigili, nei sono mandati a svolgere compiti che forse un qualsiasi “volontario” potrebbe esplicare, liberando così forze per il controllo della viabilità. Ma bisognerebbe amministrazione e cittadini). Ritornando alla passeggiata, penso che un progetto di sistemazione definitiva di quello che ripeto, ritengo uno dei punti importanti e delicati sociale, non possa che passare attraverso un coinvolgimento dell’intera discutendone progetti, problematiche, idee, che solo chi vive quotidianamente può meglio rappresentare. Immagina, parafrasando Jhon Lennon, una strada che possa essere percorsa in tutta la sua lunghezza da pedoni, da carrozzine, da bambini e da anziani, senza rischiare la pelle ogni volta. Che salendo o scendendo trovino nei punti più suggestivi, piazzole di sosta con riferisco ad una “finanziaria” ma a
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tavoli, panche, cestini e contenitori vari, anche servizi igienici, si può, sono pratici e non mandano sul lastrico un Comune).
automobilistico è ovviamente rivoluzionare i rapporti tra Bisognerebbe parlare con tutte le proprietà che vengono toccate per vedere la disponibilità a venire incontro ad un progetto per il bene comune. Immagina che si riesca a sacrificare un pezzo di carreggiata in favore di una “pista pedonale“. E poi immagina oltre, oltre Zuino, il “cisternino” che collega due pezzi splendidi del nostro comune. Immagina che un servizio comunale, attraverso adeguati pulmini e non con mezzi esagerati per queste strade,
valle della strada che porta del nostro futuro sviluppo
può essere ignorata ancora a comunità residente,
punti “caldi” non ci sono, servizi essenziali (non mi
Cermis, la “strana” storia di una strage
Di Carlotta Bazoli
diventata quasi introvabile.
A febbraio, in Val di Fiemme, si è in piena stagio- pilotato dal capitano del Corpo dei Marines Rine sciistica e, specialmente nel pomeriggio, le pi- chard un Ashby. Marco, lo sono anche il capitano Un altro esempio di intelligenza nostrana, J. altro Con lui ci abbiamo a ste sono gremite di persone. La funivia che colle- Joseph P. Schweitzer che fa il navigatore, i capiga la mio avviso di fronteall’Alpe del Cermis del cantiereL. Rancy II e Chandler P. Seagracittadina di Cavalese alla conversione tani William edile Silvestri in un cammina senza sosta, su e giù, turistico. Un intelligente esempio di guerra elettronica. Quatcomplesso residenziale lungo il pendio ves, addetti ai sistemi di come si possa della montagna; i passeggeri più giovani se ne tro uomini in tutto, partiti, diranno poi, per un coniugare innovazione, impatto ambientale, offerta. Il coraggio di Marco e stanno con il naso incollato al vetro, scrutando di volo di addestramento. Solo che le cose non standella proprio l’ombra della cabina loro scelta proiettata nel futuro, un sotto, magari sua compagna Daniela, la staglia- no esattamente così. Ashby nonèha perso il conta contro il bianco della neve, perchèchevero opportunità le abbiamo verità è che i quattro marialtro motivo per sostenere è le che trollo del velivolo, la fra noi, una siamo nel 1998, e una funivia non è più da consi- nes giocavano a volare più vicino possibile comunità come la nostra deve contare ai cavi della funivia senza toccarli, riprenderarsi un “prodigio”, ma è comunque affascinan-sulle proprie forze, tutte. Non te rimanere sospesi nel vuoto se non si hanno al pensieroloro bravate confarà telecamera. possiamo, invece, che rabbrividire le dendo le di che fine una l’ex ali. Forse è proprio questo che sta pensando Phisocietà lago di Garda e di con quale leggerezza si tiene la popolazione lip, che ha solo 14 anni ed è in ferie con la mam- Immediatamente la cosa acquista dimensioni gidisinformata. Sia chiaro che cabina la caviamo anche a livello mediatico; stavolta ci ma Ewa. Insieme a loro all’interno della non ce ci gantesche con qualche consiglio persone che hanno sono altre 18 persone pernazionalità diverse che sono i testimoni, tante se non a tenere visto comunale, che di altro non servono assolutamente sono gli abitanti di Cavalese che sotutto, e poi ci a niente facilmente non hanno nulla in comune con Philip se nonlontani i cittadini dalle Probabilmen- stengono cheVorremmo sapere non chi, nuovi ma la passione per la montagna. decisioni da prendere. questi “giochetti” il sono te le loro come non il sarebbero cari incrociate se che vanno avanti già da diverso tempo. Gli aerei il vite ed si perché, mai amministratori, state toccando la storia di non fosse stato per quella funivia che, lentamen- volano così bassi che spesso, dalle finestre di casa, Gargnano ed un Tra gli altri passeggeri ci non è il male delle deleghe, dei te, li sta riportando giù. suo punto cruciale. Questo è difficile individuare i caschiuna piloti all’insono Danielleseduti, non si eritiene ne ha 20, terno degli abitacoli. volta che è olandese di anni più necessario avere collegamenti dialettici poi Hadewich, Stefan, Sebastian, Rose Marie e Mentre la Nato si dichiara estranea all’accaduto, ed informativi con i cittadini, il classico: “mi hanno votato, quindi Stefaan, tutti belgi, tutti ragazzi, tant’è che il più pochi giorni dopo, l’allora Presidente degli Stati godo supera i 28. E della maggioranza vecchio non della fiduciapoi c’è Marcello che fadei cittadini, quindi faccio e disfo Uniti Bill Clinton chiede pubil manovratore e in quella pare”(non mi riferisco specificatamente all quel cazzo che mi cabina ci lavora come blicamente scusa per l’inciogni giorno, da un pò di tempo a quella parte. Non dente e promette risarcimenti ‘amministrazione gargnanese ma forse, tendenza che si è male il lavoro di Marcello, un pò noioso ad una per le vittime. Nel sta materializzando frattempo ma almeno tranquillo. in diverse gestioni di enti locali) . Nelle intenzioni dei programmi dei in Italia s’è scatenata una forChissànuovi municipi quando vedono avvicinarsi te ondata antiamericana di decisione a cosa pensano c’è anche quella di limitare la possibilità con il Prowler; forse trovano ma che che stia volando manifestazioni nelle piazze e ai soli eletti, strano essi siano soprattutto il tramite tra i cittadini e così basso; forse ne sentono solo il rumore sotto slogan che recitano “NATO quello le istituzioni, sindaci compresi. Nel contempo i cittadini debbono più lieve degli ingranaggi della funivia. Poi per uccidere” e il Ministro deall’improvviso il cavo che li sorregge si trancia di glitenuti aLamberto il loro onesto crescere nella consapevolezza di essere Esteri portare Dini si netto e per le 20 persone all’interno della cabina affretta a precisare che “non apporto per il bene di tutti, subito, il giorno dopo l’auspicabile comincia un lungo salto nel vuoto. Cadono per 80 bisogna fare di ogni erba un cambiamento dell’amministrazione. Nei municipi è necessaria una metri prima di schiantarsi a terra, in mezzo a tut- fascio, ma liberi del Chiapas “che to quel bianco. Anche solo immaginare cosa pos- profonda inchiesta che accerti le responsabilità su manda es el pueblo”, chi comanda è il popolo, i politici eseguono! sano aver provato cadendo è troppo doloroso; sicu- quanto accaduto. Non si possono stravolgere le ro è che in 80 metri di volo si ha tempo di pensare nostre alleanze e le strutture di sicurezza collettia tante cose, soprattutto si ha tempo di rendersi va”. Parole troppo caute che suonano male alle orecchie dei parenti delle vittime e degli italiani conto che si sta morendo senza sapere perchè. in Hasta la Victoria siempre! ascolto. Non si salva nessuno. Le immagini che mostrano l’incidente non sono tante. Ciò che resta della ca- Ma dov’è finito il nastro della telecamera, quello bina schiantatasi al suolo è solo un insieme di la- sul quale i quattro marines hanno ripreso il loro miere contorte, disfatte, maciullate. E poi c’è il volo mortale? Distrutto, bruciato dal co-pilota Joseph Schweitzer che, una volta tornato alla base, sangue. ha avuto paura e si è sbarazzato delle prove incriMa non è stato un incidente. Cos’è successo dav- minanti. Gli accordi alla base dell’Alleanza Atvero? Pochi minuti prima, alle 14.36, dalla base lantica impediscono che i responsabili della tragemilitare di Aviano è decollato un aereo militare dia siano processati in Italia e in forza della Constatunitense. È un Grumman EA – 6B Prowler venzione di Londra del 19 giugno 1951, la giuri-
sdizione del caso passa alla giustizia militare sta- Può essere una coincidenza? Sì, ma il fatto appare assai sospetto e anche se non c’è nulla di ufficiale, è tunitense. facile tirare le somme. Sarebbe il minimo se si trattasse ugualmente di un È triste, profondamente triste anche solo sospettaprocesso imparziale... ma invece non lo è. re che il nostro Governo sia dovuto scendere a comIl 20 aprile 1998, nella base militare di Camp Le- promessi con quello americano. Silvia Baraldini jeune in North Carolina, un giudice militare apre il era una prigioniera politica detenuta in America procedimento contro i quattro marines. Immediata- con la dubbia accusa di terrorismo e punita con il mente il ruolo di Seagraves e di Raney appare il carcere a vita. Giusta o sbagliata che fosse la sua meno grave, tant’è che i due vengono scagionati al pena, prima di allora il governo statunitense non le termine dell’inchiesta preliminare. Ashby e aveva mai permesso di tornare a casa ed essere Schweitzer sono invece accusati di omicidio invo- processata nel suo Paese. E così pare si compiono le lontario e omicidio per negligenza. Parallelamente, sorti: Baraldini in cambio di Schweitzer e soci. Fatdall’inchiesta aperta anche in Italia, si richiede il to lo scambio di ostaggi, sigillato il patto. E guarda rinvio a giudizio per omissione di controllo ai danni caso, da quel momento in avanti, della strage del del colonnello Durigon, responCermis non si torna più a parlasabile italiano alla base di Aviare. no. “Un’amara storia di giustizia” Le cose procedono con troppa Scrive Paolo Ghezzi, giornalista lentezza e quello che sembra de “L’Adige” in un articolo pubessere un processo dall’ovvio blicato il 26 marzo del 2007 finale, cambia forma. A marzo “che ci ha fatto toccare con madel 1999 ecco che dall’America no come, per le supreme esigenarriva una notizia che fa accapze della Difesa e della Sicurezponare la pelle: la corte marziaza, l’Italia resta in questi casi le ha dichiarato non colpevole un Paese a sovranità limitata, il capitano pilota Richard in cui la legge è uguale per tutti Ashby e ha archiviato le accuse e i giudici dello Stato devono di omicidio anche contro il navigatore Joseph chinare la testa davanti al potere militare”. Schweitzer. La Corte militare aveva accertato che le mappe di bordo non segnalavano i cavi del- Un’amara storia per tutti, specialmente per i famila funivia e inoltre Ashby sosteneva che l’alti- liari delle vittime. metro dell’aereo era mal funzionante e affermava di non essere stato a conoscenza delle Di nuovo dall’articolo di Ghezzi, lo stesso pezzo del restrizioni di velocità. Sia per lui che per 26 marzo 2007: Schweitzer rimane l’accusa di occultamento e di- “Ogni anno, il 3 febbraio, i parenti delle vittime torstruzione del nastro sul quale avevano registrato le nano a Cavalese per piangere. Anche un ambasciaimmagini del volo e, tristemente, sembra proprio tore americano si è inginocchiato sul luogo dove la questa l’imputazione su cui la Corte marziale si cabina schiantata dal folle wargame è precipitata a accanisce di più. Solo successivamente Ashby viene terra. Ogni anno, il 3 febbraio, mettono un fiore alcondannato a sei mesi di detenzione, ma ne sconte- la lapide tra la neve di Fiemme. Passeranno altri rà solo quattro per buona condotta. Il 24 marzo il anni, la memoria del dolore si affievolirà pian piaSenato americano approva un risarcimento di due no. Diminuiranno i fiori. Le visite. I ricordi. Poi un milioni di dollari per le famiglie di ognuna delle 3 febbraio tra molti anni non arriverà più nessuno. vittime della strage... ma non è una decisione defi- Passerà via nel silenzio, nell’oblio. Perciò è giusto nitiva perchè deve essere ancora approvata dalla riscrivere, ripensare, rileggere i nomi dei venti esseCamera e dal Presidente Clinton. E il Governo ita- ri umani ammazzati da quel gioco di guerra in un liano? Nelle settimane successive il capitano giorno e in una valle di pace: Marcello Vanzo, MaSchweitzer, forse colto da un improvviso rimorso, ria Steiner-Stempfl, Edeltraud Zanon-Werth, Anton ammette di aver volutamente intralciato l’inchiesta Voglsang, Sonja Weinhofer, Jürgen Wunderlich, giudiziaria, cosicché il nostro Presidente del Consi- Egon Uwe Renkewitz, Marina Mandy Renkewitz, glio D’Alema e il ministro di Giustizia Diliberto vo- Annelie Urban, Harald Urban, Michael Pötschke, lano due volte in America. Tornano poco dopo sen- Dieter Frank Blumenfeld, Ewa Strzelczyk, Philip za colpevoli da processare ma in compagnia di Sil- Strzelczyk, Stefaa Vermander, Rose-Marie Eyskens, via Baraldini. Silvia Baraldini, che da vent’anni gli Sebastian Van den Heede, Stefan Bekaert, HadeStati Uniti non ci lasciavano riportare in Italia. wich Antonissen, Danielle Groenleer”.
DIVERTENTE LEZIONE POLITICA ED ECONOMICA
SOCIALISMO: Hai 2 CAPITALISMO SELVAGGIO: Hai 2 mucche. Fai
mucche. Il tuo vicino macellare la prima e obblighi la seconda ti aiuta a d occupar- ad avere tanto latte come 4 mucche. Alla tene e tu dividi il lat- fine licenzi l’operaio che se ne occupava te con lui.
COMUNISMO: Hai 2
accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.
BERLUSCONISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi 3
mucche. Il governo nisce il latte secondo i tuoi bisogni.
FASCISMO: Hai 2 mucche. Il governo te le
te le prende e ti for- alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblibeneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario paFEUDALESIMO: Hai 2 mucche. Il feudatario
prende e ti vende il latte.
NAZISMO: Hai 2 mucche. Il governo prende ca e nell’operazione guadagni 4 mucche,
la vacca bianca ed uccide quella nera.
DITTATURA: Hai 2 mucche. La polizia te le
confisca e ti fucila.
namense sul conto di una Società con sede alle isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione di acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo tuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano.
prende metà del latte e si tromba tua moglie.
DEMOCRAZIA: Hai 2 mucche. Si vota per
decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 muc-
che. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
ANARCHIA: Hai 2 mucche. Lasci che si orga- hai abbat-
nizzino in autogestione.
CAPITALISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi una
per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.
Pubblicità dadaista
Quando stanno per becConsiglio.
PRODISMO: Hai 2 mucche.
di Umberto Batticciotto
di te e che non fai parte
ci ho provato. Ero un poco emozionato all'inizio. La voce dall'altra parte ha risposto subito "Buongiorno Servizio ha Antitrust.". Mi intimidito quella
carti, diventi Presidente del della casta.
Esiste un divertimento nuovo in città. Vi si accede componendo il numero di telefono 800166 661, un numero verde, quindi si può giocare gratis. Questo numero verde difende il consumatore dalle pubblicità ingannevoli. E' stato istituito dall'antitrust. ( Antitrust è una paroMASTELLISMO: Hai 2 mucla dei nostri conquistatori usare pian che per piano dobbiamo alla loro una sulla uniformarci
Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.
voce di donna poliziotto. Poi invece è stata gentile. Forse perché balbettavo che non avevo fatto niente e che avevo sentito di loro su un giornale e che.. Non mi ha finito di spiegare che è partita con lo spiegone preconfezionato. Al che mi sono fatto coraggio e l'ho interrotta dicendole che se potevo avrei denunciato un caso di pubblicità ingannevole. Certo sembra un controsenso parlare di pubblicità ingannevole.. Avete mai sentito una propaganda vera? E' dai tempi di Adamo ed Eva che ci prendono con e per il naso come a frasi sarai
che. Vai in giro promettendo di regalare il latte a tutti e ti fai regalare altre 10 mucche. Con il latte ci riempi la piscina della moglie a forma di conchiglia… e contemporaneamente la fai nominare presidentessa del consorzio per i sussidi bovini. Un giudice che vuole indagare sulla questione lo trasferisci a Ponza. E dopo di ciò, quando ti vogliono carcerare, inizi a piangere dicendo che tutti sono contro
cultura e diventare da semplice nuova bandiera. titruffa. Comunque esiste e funziona. Lo dico perché colonia, ) stellina
Antitrust
in italiano si dice an-
"mangia questa mela simile dio.." Ma vi rendete conto delle bag-
li e olopop li adnamoc iuq :”ecedebo onreibog le y olbeup le adnam ìuqA“ :ottircs
ittut id eneb li rep attaf av ehc ittut id eneb li rep attaf av ehc arpos noc olletrac nu eterevort oiggalliv ingo nI .ittut id eneb li rep attaf av ehc ittut id eneb li rep attaf av ehc asoc anu è èhcrep am ,otateiv è ilg èhcrep non ,osnepmoc nucla ecsipecrep non olopop asoc anu è èhcrep am ,otateiv è ilg èhcrep non ,osnepmoc nucla ecsipecrep non olopop asoc anu è èhcrep am ,otateiv è ilg èhcrep non ,osnepmoc nucla ecsipecrep non olopop li erartsinimma de eratneserppar a ottele eneiv ihc evod àteicos anu da olos etasneP
.onam id atatrop a aibba elatnedicco odnom li ehc avittepsorp eroilgim al ais ,sapaihC led enegidni àtinumoc ellen inna ilg noc isotarotturts elaicos olledom li ehc omainetiR !.........èoR ,òlaS ,onredaM ,onangraG a oirporp omaisnep ,omsitapaz id odnalrap ,ioN .itov ereilgoccar rep acittat anu è non e ,ittilered i osrev ”aidrociresim“ è non ,orevop olopop nu da anisomele’nu è non atsitapaz asuac alla ongetsos ortson li :esoc id oiap nu erir -aihc ommerroV .”atsitapaz“ elaunna atsef artson al ùip eramaihc non id otailgisnoc aruttiridda otats è iC .itov idniuq e osnesnoc omaidrep odnecaf ìsoc ehc e ,ailatI ’lla o onangraG a ocop opport e sapaihC la opport erasnep id )artsinis ad ehcna( otanimircer eneiv ic ,acitilop eraf id odom ortson led odnalrap ,osseps ùip erpmeS
-elaG allicuL – inobraC oidualC e itseT odracciR – uL – ru ed fuz‘ – otnacilaC – aletuturuT e iggoP oizirbaF – nàbaraB – onaicserB ereinoznaC ovouN – ròdaviE .ottegorp otseuq a otireda onnah ehc itsitra imissitnat i noc odnallab arottut omaits e amirpetna’nu enreva id anutrof al otuva omaibba ioN .en -oigar orol rad ehc òup non oroval otseuq e ,itsitapaz ilg orebberezzitetnis ”idnom iloccip itnat id ottaf am ,onu è odnom lI iloccip itnat id ottaf am ,onu è odnom lI iloccip itnat id ottaf am ,onu è odnom lI“ :eraf as acisum al olos emoc enoizanim iloccip itnat id ottaf am ,onu è odnom lI -atnoc id ailgov assets allad otanumocca am inoissap e imtir id aznereffid aivvo anu ad otanges ,eseap e otsop ingo id itneg el art erallab a itodnativni e oerets ol iam erengeps non a itodnagilbbo ,eralopop arutluc alled aznesse’l eilgoccar dron a dus ad ehc ”oiggaiv“ oirporp e orev nu ,enailati iralopop ehcisum id mubla elibidrep
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Un’iniziativa promossa da:
NOI E GLI ZAPATISTI
In terra zapatista
arrivata
all’aeroporto
de
l’Havana,
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stata di familiarità, come se tornassi a casa dopo un lungo periodo di assenza e il suo caldo e semplice abbraccio mi avvolgesse, partendo da dentro. La mia ansia di trovarmi in un Paese lontano, sconosciuto e tanto demonizzato dai quadri (nel senso dalla testa quadrata!!) di partito dei Paesi del “primo mondo”, si è dissolta, cancellata dai sorrisi amichevoli e disarmanti degli ancora uomini e ancora donne cubani. Camminando per le strade della Habana Vieja, sulle quali si affacciano gli antichi palazzi decadenti, ricchi di fascino e traboccanti di vita, mi accorgo che il nostro presuntuoso giudizio sul comunismo cubano può essere tratto in inganno, ma riflettendo ed osservando più attentamente, mi rendo conto che, nonostante i grossi disagi provocati da più di quarant’anni di embargo statunitense, i cubani vivono la loro quotidianità in modo ordinato e dignitoso. Per loro non è stato facile risorgere per merito della rivoluzione dopo il mal governo corrotto del dittatore Fulgencio Batista che, appoggiato dagli Stati Uniti, aveva ridotto Cuba ad un
Que viva la vida y muera la muerte!
Voglio raccontarvi le mie impressioni su Cuba perché essendoci stata con il mio compagno per quattro volte, ed avendola percorsa in lungo e in largo, penso di essere una degna testimone di come la realtà cubana sia totalmente differente da quella che ci viene propagandata negativamente dai mass-media, assoggettati ai governi di turno occidentali.
La prima sensazione che ho provato appena grande casino e casinò, per il diletto di
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gangster e mafiosi, speculatori incuranti dell’estrema povertà e ignoranza nella quale versava la maggioranza della popolazione cubana. Sta di fatto che attualmente a Cuba tutti hanno il diritto all’istruzione e all’ assistenza sanitaria gratuite ed il tasso di mortalità infantile è, con il Canada, il più basso al mondo (ad ogni bambino che nasce, il “regime” castrista garantisce il latte giornaliero necessario e le donne in gravidanza vengono seguite con particolare attenzione). Anche a Cuba esistono varie qualità di vita, determinate dall’appartenenza a una famiglia originariamente più o meno benestante. Mi spiego meglio: dopo la rivoluzione, i più ricchi hanno conservato nella giusta misura la propria condizione sociale, mentre i contadini continuano a godere dei frutti della loro terra e chi non possedeva quasi nulla ha migliorato di molto la propria situazione. La rivoluzione cubana di Fidel e Raul Castro, di Camilo Cienfuegos, di Ernesto Che Guevara e tanti altri, ha raggiunto l’obiettivo prefissato di uguali diritti per tutto il popolo cubano appartenente a qualsiasi razza o estrazione sociale. Tanti componenti della famiglia Castro, compreso lo stesso Fidel, continuano tutt’oggi nel loro difficile lavoro per un ulteriore miglioramento,
Eccoci!!
Nella redazione de “Il Nuovo cipio” ci sono: Muni-
PERCEZIONI EXTRASENSORIALI
Mauro Bommartini, Fabrizio Silvestri, Carlotta Bazoli, Marco Tonoli, Simon Dati, Antonio Baccoli, Ciprian Caldare, Frida & Jana Schennach, Sara Chiarello, Tatiana Floricoli, Fabio Gandossi, Leila Bonacossa, Michele Macaluso, Adriano Bergamini, Umberto Batticciotto, Inke Richter. Le vignette di pag. 12, 13 sono di Simon Dati La parte grafica è curata da Carlotta Bazoli e Michele Macaluso
Il manoscritto ritrovato alle Ravere
Circa
di
due anni fa ritrovai casualmente, durante un'escursione sulle montagne che circon-
dano Gargnano, un manoscritto composto da un centinaio di pagine malconce e inzuppate d'umidità. Il fascino di un quaderno o diario che fosse, nascosto fra le pietre di una casolare abbandonato, mi conquistò all'istante, tanto che decisi di avvolgere quelle pagine in una busta e di portarmele a casa. Le feci asciugare come meglio potevo e tentai anche di rilegare i fogli logori. La sorpresa più gradita l'ebbi iniziando a leggere le parole che conservavano. Ciò che mi colpì fu la freschezza, la sincerità e se si vuole, 1. La capra sa quando è tempo di scrosciar gli zoccoli di far sentire all'umida terra l'umido respiro e irrigidire il ventre e mungere i raggi del sole col pelo al vento. 10. 2. E penso e il mio pensare è come scendere a piccoli balzi dal dirupo coll'obbligo voluto dal destino di non poter guardare dove atterro. Vorrei avere in testa una mammella che mi facesse fare del mio pensare un latte e con la capra parlare di donne e di ragazze perché con don Lionello non si poteva fare. 6. Andando per strada alle sei del mattino a comprare una capra. 13. Ecco…ecco ci siamo ! …è già la quinta volta ma cristo dio perché 23. Piove, spiando dal pertugio l’eterno disegno che si fa nuvola e respiro stupisce nel profondo che un po’ di fieno secco incendi questa nenia secreta. 9. Dando per scontato di non poter smussare quel corpo pelle e ossa e pur avendo tempo muoio declinando il capo in un latino bigio. 17. Mitico e timido come una capra in una piscina della Val Trompia scadenzato passo nessuno salutando sputando bagole dal culo emulo Lamberti. non la smette di belare ? Quanta paura c’è nella pancia della capra.
25. …incrocio gli occhi …mi innalzo …piego e scatto …spingo il nervo …e ormai tutto quel che sono è là davanti a me …e cozzo e dopo… dopo è strano è bello… e niente più…
sei solo… e ricominci. 26. 30. Tutto si muove
Decido di mangiare ancora un po’ che io lo voglia o no quest’erba gialla potrei dar retta al mio pastore e scendere di quattro balze ma son testarda e voglio dal secco spremere il fiore di latte son fatte le ore. in cima come a valle resto fermo in ascolto mentre volano le foglie …o son farfalle ?
Per non dimenticare chi ha lottato per la nostra libertà Mimma cara,
La tua mamma se ne va pensandoti e amandoti, mia creatura adorata, sii buona, studia ed ubbidisci sempre gli zii che t’allevano, amali come fossi io. Io sono tranquilla. Tu devi dire a tutti i nostri cari parenti, nonna e gli altri, che mi perdonino per il dolore che do loro. Non devi piangere né vergognarti per me. Quando sarai grande capirai meglio. Ti chiedo una cosa sola: studia, io ti proteggerò dal cielo. Abbraccio te e tutti, ricordandovi la tua infelice mamma
Questa lettera, breve ma profonda, è stata scritta da Paola Garelli, detta Mirka, membro della Brigata SAP “Colombo”, Divisione “Gramsci”. SAP sta per “Squadra Azione Patriottica” ed era un’organizzazione capillare creata nel 1944 per la mobilitazione della popolazione civile a sua difesa dalle repressioni e dalle razzie. Paola Aveva 28
CHE COSA OCCORRE....? UNA RIVOLUZIONE!!!!!!!
Di Fabrizio Silvestri Siamo ad un bivio: politico, sociale, e di portata storica. “Così non si può andare avanti”. Quante re dalla base, assumerci le responsabilità di ciò che votiamo. La Politica – quella vera- non è una squa-
volte lo abbiamo sentito ripetere in questi dra di calcio per la quale tifare anche ultimi anni, ognuno con motivazioni diverse quando gioca male o addirittura commette l’una dall’altra, a volte (spesso) in an- illeciti. titesi, ma tutti lo ripetono alla nausea. Tutti incazzati con governo, politici, Prodi o Berlusconi, Comunisti o Fascisti, Cristiani o Mussulmani, terroni o polentoni, servi o padroni, bene o male; MA POI..... tutti in coda a ri-votare chi ci ha governato per mezzo secolo, sempre loro, sempre e solo loro. Niente paura, non mi è venuta la “grillite”, non sto parlando di “politici vecchi”, personalmente ritengo una “grande cazzata” che un politico possa fare massimo 2 mandati, non sta lì il problema. Di cosa parlo allora? DI UNA RIVOLUZIONE. Non parlo ovviamente di rivoluzioni armate, ne tantomeno violente; ma di una rivoluzione delle menti, dei costumi, del pensiero, “un movimento reale che abolisce lo stato di cose presente” (Karl Marx). La politica, così come è adesso, è vecchia, obsoleta e deleteria; ed in quanto tale va cambiata, riformata, laicizzata. Ovviamente non si può chiedere tutto questa alla politica stessa , sarebbe ridicolo. Dobbiamo farlo noi, bisogna partiPersonalmente ritengo ridicoli certi discorsi da bar dove tutti, parlando di mafia (per esempio), si indignano ed imprecano: “Eh sì... gran brutta cosa la mafia, ma noi cosa ci possiamo fare?” magari, penso io, non votare partiti con candidati risaputamente collusi (parlo di Marcello Dell’ Utri, Senatore di Forza Italia condannato a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa). Anche l’UDC siciliana non sta messa meglio, vari arresti sono stati fatti nel team “udicino” che amministra la Regione Sicilia: eclatante è la recente condanna a 5 anni di reclusione per “favoreggiamento esterno” comminata al ex Presidente della Regione Sicilia “Totò Cuffaro (da notare che subito dopo la sentenza “Totò” è stato fotografato mentre festeggiava a suon di cannoli e spumante. Complimenti!) Sorvolo su Andreotti per evitare la nausea. Informarsi prima di tutto! poi valutare! poi votare! sembra la cosa più ovvia e scontata del mondo, ma purtroppo non è così! La classe operaia si lamenta: tante ore, pochi soldi, poca
cattolici” affossassero i PACS o DICO che ESISTE, ED E PER I PECCATORI’”, detto, fatto. Risultato? La Binetti ha dato una strettina al cilicio e poi... addosso ai gay! Così si conquista il regno dei cieli. La chiesa deve evangelizzare, la politica legiferare; poi sarà il popolo a decidere.
la solita merda! Gli unici “grandi interaffaristi venuti da lontano e che in Gargnano non vedono altro che un affare da sfruttare e spolpare; spremuta l’ultima goccia si cambia lido (Toscolano-Maderno insegna). Due amministrazioni diverse in 5 anni, due volte rifatta la piazza del capoluogo: c’è da sperare che alle prossime elezioni si riconfermi uno degli ultimi due Sindaci, altrimenti “altro Sindaco altra piazza”, nel frattempo dai rubinetti di Montegargnaaria. no esce aria Queste sono cose da tenere in seria considerazione quando si vota, forse le più importanti.
dir si voglia. “RICORDATEVI CHE L’INFERNO venti” fatti a Gargnano sono monopolio di
Un grande cambiamento lo si deve fare soprattutto a livello locale, partendo dai piccoli Comuni come Gargnano o Toscolano Maderno. Proprio qui da noi, dove il contatto diretto con chi ci rappresenta è quantomeno quotidiano, proprio a Gargnano dovremmo imparare ad analizzare bene cosa i dirittura chi frequentano (politicamente), e da tutto questo trarne conclusioni preziose per la successiva chiamata alle urne. Invece da decine d’anni assistiamo a campagne elettorali ridicole, promesse a pioggia, grandi proclami di rinascita, e poi....
nostri amministratori dicono o fanno, o ad- Ultimo- ma non per importanza- passaggio obbligato per questa rivoluzione dell’ intelletto è il completo abbandono dei luoghi comuni che i media ci vomitano addosso incessantemente: “I Comunisti mangiano i bambini” è forse il più antico ed usato, ma con l’ arrivo del giorna-
...rillep -pes ived im ut onaigitrap ad oioum oi es e ,oaic oaic oaic alleb oaic alleb oaic alleb o ,onaigitrap ad oioum oi es E
otnat ehc arret aus allen ,oic -canaiP a otanrot è igaiB oznE ...rosavni'l otavort oh e otailgevs nos im anittam anu... .atlov amit
ah non iuL .aisenma id ettob
ah'l ehc enoznac ,otaimmoc ous
elled ah ,etlov a ,ehc onuc li rep otlecs aveva ossets iul ehc enoznac anu id elorap el -lauq è'C .otats è'c ehc otreC" :ednopsir iel ,inocsulreB oiv e eton eL .av en es ehc onnutua -liS ,erotua osets ous lad otit nu id iroloc I .odipmil oleiC
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otulas lI
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ma FASCISTI FASCISTI.
vimenti di destra estrema,
romani, non si chiamano mo-
fasci littori, e con saluti
piazza con croci celtiche,
il giusto nome: Chi và in
Chiamiamo infine le cose con
vo.
Stalin, se fosse ancora vi-
far venire i dubbi anche a
florilegio di retorica da
lismo subordinato vi è un
Chi organizza famili-day e
,orruzza oleic li odnadraug
firma leggi che penalizzano
.otuicaip ebberas ilg ehc ecid
l’uso di marjuana equipa-
...oaic oaic oaic -nems otats è azzereggel apport alleb ,oaic alleb oaic alleb noc ehc ,"oraglub ottide" ot -aregimaf led edeihc el ihc a E o ,otailgevs nos im anittam anU
ma per l’ipocrita linea po-
."ion -lu'l rep ,onatulas ol aro ehc én iul én ,airomem al osrep iam itnom issets ilgus otangapmocca
A MENO CHE NON DIVENTINO INdi riuscita. ca, ed una bassa percentuale una buona componente utopiLe rivoluzioni hanno sempre litica che professa. nemmeno per le prostitute, si; non per la cocaina, e cocaina, dovrebbe vergognardue prostitute imbottito di e viene beccato a letto con randola ad una droga pesante RAZZISTA. cessionista, ma RAZZISTA DANIA, non è un partito sedei “culattoni” dalla PAdei mussulmani, dei rom e espulsione dei “terroni”, etnia, chi chiede l’ Chi predica odio verso un’
A .àresopir ehc iuq 'E .avama
Il partigiano Biagi
Hasta la revolucion! DISPENSABILI! articolo trovato in rete
."enoizareneg ni enoizareneg id erangesnoc ad ,airots artsov al atneserppar ehc enomitset nu eterva aresats aD" :ininoT oilisE lanidrac li ,ativ anu id ocima'l è eiuqese el erarbelec A ...roif leb ehc onnarid im onnares -sap ehc itneg el e ,oaic oaic oaic alleb oaic alleb oaic alleb o ,onnaressap ehc itneg el E .artson alredner a otatuia ah e ,orevvad aus are éhcrep ,'iaR aut aL‘ ad anu ottuttarpos E .eredevleB ni onazziL id elanum -oc enoizartsinimma'llad ,anailati apmats elan -oizan enoizaredeF allad ,'iseccanaip iout I‘ ad ertlA .irarreF alled ,taiF alled ,areS alled ereirroC led ,olomezetnoM id oredroC acuL id ,on -atilopaN oigroiG acilbbup -eR alled etnediserP led onoS .eseap led aseihc al -occip alled ossergni'l on -aroloc iroif id enoroc eL ...roif leb nu id arbmo'l ottos angatnom ni ùssal erilleppes e ,oaic oaic oaic alleb oaic alleb oaic alleb o ,angatnom ni ùssal erilleppes e.. .'àtrebiL e aizitsuiG‘ atagirB alled
non eretop e àtirev ehc otangesni ah im ehc ortseam nu otats è" igaiB iuc rep ,'arromoG‘ orbil li rep erbelec erottircs enavoig ,onaivaS otreboR ehcna è'C .oraglub ottide 'lla itiuges aznessa id inna ilg opod atsilanroig li omrehcs ollus otatropir ah ehc ,iniffuR oloaP erT iaR id erotterid li ,gT ied irottudnoc inucla ,oilgavarT ocraM onodev is itsilanroig itnat i arT .onilraC led otseR lI ,igaiB òroval iuc ni atatset amirp al egirid ehc ,acuzzaM olracnaiG ,ileiM oloaP areS alled ereirroC led olleuq ,il -otroB ed oiccurreF ero 42 eloS lI ed erotterid li ,arocna E .inarrE ocsaV angamoR ailimE enoig -er alled olleuq e ittehgarD ecirtaeB aicnivorP alled etnediserp al ,it -areffoC oigreS angoloB id ocadnis li ,noppaC oidualC elareneg erotterid li e iloiccurteP oidualC iaR alled etnediserp li ,inol -itneG oloaP inoizacinumoc elled ortsinim li itnes -erp i arT ."anailati àt -eicos alled iroilgim esoc ellad ecsan ,aznetsiser alled ailgattab allad ecs -an ,aiarepo ailgimaf anu id airots allad ecsan ,ihg -oul itseuq ad ecsaN .ativ id ehcna e omsilanroig id aedi'nU" :atsinorc
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Il coraggio delle idee
Guevara
di Mauro Bommartini
in memoria di Ernesto “Che”
Sul ponte sventola bandiera bianca
di Umberto Batticciotto
Difficile dire perché un paese occidentale stia declinando. Almeno così sembra.. Il governo ha pubblicato le statistiche sugli eventi criminosi degli ultimi anni nelle quali risulta evidente come la criminalità sia diminuita. Ovviamente qualche giorno più tardi, intorno al dieci di gennaio, lo stesso governo ha convocato i direttori di tutte le principali testate giornalistiche, radiotelevisive e cartacee, per fare il punto della situazione. Ovvero chiedersi come mai, se la criminalità è diminuita, la percezione della stessa sia aumentata. La coda di paglia dei giornalisti non ha atteso molto per prendere fuoco. Tutti, a meno che l'astensione dalla confessione di colpevolezza possa esser considerata pubblica ammenda, hanno taciuto sul rimprovero di disfattismo mossogli dal governo. Anzi i più arditi, oso dire quelli col pubblico più ipnotizzato, hanno mosso accuse di totalitarismo alla velina dal gusto retrò, dichiarando che se la percezione di insicurezza degli italiani esiste, loro ne danno semplicemente notizia. Sarà.. Purtroppo è vero che la maggioranza della popolazione è anziana. E credo basti. Sono sufficientemente datato per aver vissuto il passaggio dalla maturità alla vecchiaia di persone a me vicine. Quando in una persona l'energia vitale diminuisce, se la stessa non ha costruito un sano equilibrio psichico e spirituale, le paure aumentano. E non è un problema di cultura. Molto spesso si confonde l'indottrinamento, l' educere di latina memoria, con la maturità delle persone. Fatta salva l'esperienza vissuta, non credo in altri maestri. Historia magistra vitae. Ma tutto questo è cosa nota. Vecchi giornali nelle soffitte sono farciti di lettere simili a questa, più o meno piacevoli e più o meno aggiornate. Già negli anni 50 c'era chi lamentava come "il pubblico servizio radiotelevisivo non informa ma reclamizza" , che "chiacchierano troppo a lungo del nostro teatrino politico lasciando solo qualche secondo al mondo". Peggio le odierne telefonate, negli spazi dedicati agli ascoltatori della radio, che sintetizzano l'informazione come "tette e totti" o "culi, cucina e sangue". Ma allora i direttori lo fanno apposta? Ma soprattutto. Son tutti d'accordo? Volgiamo lo sguardo alle famiglie degli uomini di potere. Universitario, mediatico, bancario, industriale o politico che sia, il nepotismo ha schiacciato la nostra società. In molti casi siamo alla terza generazione. La prima semina, la seconda raccoglie e la terza distrugge. Certo le eccezioni non mancano e di solito appartengono a linee ereditarie secondarie, nipoti di zii, che raccogliendo gli immensi cocci e cercando una personale rivalsa, riescono a riaccendere i lustri dell'antico blasone. Qualche volta esistono persino uomini nuovi. Ma il quadro generale è geriatrico. Inoltre il nepotismo primeggia tra le popolazioni emotive come la nostra, più condizionate dal caliente legame ematico. Il salotto buono dei figli di papà, generato e governato da un primitivo istinto di conservazione, si assolve dall'autocritica. Geneticamente incompetente, avendo ereditato grazie a legami di sangue posti direttivi, svolge con saccente incompetenza l'arte di governare i sottoposti. L'unica garanzia allo status quo, è l'educazione al comando, che l'infanzia privilegiata lascia sovraimpressa, e con la quale si continua a tenere sotto dipendenza chi l'educazione al sacrificio servile ha fatto schiavi. I privilegi vengono suggellati con l'istituzione di norme, veti e selve burocratiche, accentramento di mezzi finanziari, balzelli e favoritismi. Lascio alla fantasia del lettore la ricerca delle prove di quest'ultimo attacco di gusto generalista. Resta la realtà di una nascente aristocrazia dall'esautorato potere. Un'aristocrazia, altrove chiamata casta o marchesato, che per difendere il proprio poco valore impedisce ai forti di nascere e per la stessa pochezza d'ingegno prosciuga i propri servitori. La mancanza di libertà si manifesta nella mancanza di iniziativa da parte di chi ha la forza e il dovere di intraprendere. I giovani. E non è un caso che i principali accusati del crescente declino siano loro, la gioventù. E gli accusatori sono quegli stessi vecchi, figli di padroni, che gli succhiano il sangue, dopo averli storditi. Finirà? Non molto presto. E non in modo indolore. Oggi il totalitarismo che toglie il respiro di intraprendere è troppo potente. La sua forza più grande è l'essere impersonale. A differenza delle deboli dittature antiche, sconfitte e destinate alla sconfitta proprio per la visibilità del capobranco, quelle odierne sono invisibili. Non hanno un capo. E nemmeno un capro espiatorio; se non costruito ad arte nella figura di un nemico verso cui muovere le Vostre energie e dar battaglia. (Volutamente si stende un velo pietoso sugli anacronistici fascismi rossi, come quelli dolorosi di Cuba e della Corea del
Nord). Anche la propaganda è diversa. Di solito si gioca al "fesso in mezzo". Due complici fingono intenti diversi, come il poliziotto buono e il poliziotto cattivo negli interrogatori dei film, e tirandosi la palla fanno fesso chi sta nel mezzo. La politica è diventata un mezzo di propaganda smettendo di esserne il fine. Per esempio un gruppo politico, diciamo la mano destra, incarna il ruolo del duro, del falco. La parte di chi non và per il sottile e scavalca anche le regole se serve a vincere. L'altro gruppo, la mano sinistra, è la parte pacifista. Il moderato che critica i mezzi, spesso illeciti , ma comunque sempre troppo bruschi, dell'avversario. Guai a cambiare i ruoli. Altrimenti chi si immedesima in uno dei due attori, il fesso in mezzo, smette di esser fesso. Oggi per fortuna, o per incapacità dei dirigenti della propaganda, il fesso se ne sta rendendo conto. Sono di questi giorni alcuni esempi di cronaca che hanno fatto di altri giovani degli ex-fessi. Si chiamano DeMagistris e Forleo. Sono due magistrati che, indagando su presunti illeciti ad opera della mano sinistra, dalla stessa mano sono stati rimossi dalle indagini. A qualcuno hanno ricordato Falcone e Borsellino. Il silenzio eclatante è ovviamente quello della mano destra. Invece di rendere noto al fesso che il loro è un teatrino, hanno preferito mettere la sordina agli stipendiati pettegoli destrorsi. Insomma, più pericoloso far capire che le due mani sono entrambe abili a barare per mantenere i privilegi dei loro padri. In cambio, per la mano destra, la nomea di unica scaltra. Riscossa subito. Accusando la mano sinistra di buonismo ecologista, inefficiente
e da parata, quello che non riesce ad esser pratico sulla questione ambientale ed energetica delle centrali nucleari. Ovviamente la sinistra, per ricambiare il silenzio precedente, ha taciuto la propria furbizia, notizia di queste settimane, circa la paternità dei contratti di partecipazione in alcune centrali nucleari all'estero. (Tralascio ipotesi peggiori non avendo possibilità di conoscere ulteriori e segreti scambi di favori.) Effetti collaterali? Il collasso fortuito della propaganda genera una collaterale percezione. I giovani si rendono conto che l'alternativa alla zuppa è il pane bagnato. Oppure possono digiunare. Oppure imparare a barare e mettersi al servizio del signore di turno bravi come dei bravi. L'esempio, di chi richiama i giovani ad intraprendere, così da ricevere dalla nuova ricchezza generata la sicurezza di un continuo privilegio, viene da un'autorità malata che oltre al sotterfugio e all'accordo segreto, non sa agire. Nella favola leopardiana del 1837 "I Paralipomeni della Batracomiomachia", si enunciavano come risultato della mancanza di libertà i seguenti effetti, qui di seguito esposti nella prosa di Allodoli. "I migliori ingegni dovettero nascondersi, e soltanto trattavano gli affari civili gli sciocchi, i ribaldi e i bricconi. Il popolo, avvilito e circondato da spie, diventò ogni giorno peggiore. Ricorse agli inganni, usò le bugie, diventò sfrontato, e si piegò a ogni mezzo illecito pur di vivere. Le vie della città si fecero malsicure, fiorirono i ladri, aumentarono le liti e gli avvocati ingrassarono." (....)"Venuta così a mancare la libertà, fra i topi cominciarono a sorgere società segrete; molti, guardinghi, congiuravano ragionando di amor patrio, d'onore e di libertà, tuttavia decisi venendosi all'azione, di scappare come già avevano fatto prima. Sebbene convinti che nemmeno con un dito né con la coda toccherebbero le guardie dei granchi, pure parlavano di attentati da
compiere, specialmente i giovani. E questo della congiura diventò come una moda. Si fecero crescere folte e prolisse oltre misura le basette e il pelame del muso, sperando poiché il pelo è segno di ardimento, di aver a far paura almeno ai topi. Si raccoglievano pensosi nei caffè con i giornali in mano, e parlavano di congiure quasi tutto il giorno. Poi la sera giravano qua e là cantando a bassa voce arie di tremenda riscossa." (....) Se effetti simili a quelli della favola son dimostrati e persino reclamizzati quotidianamente dai media, e se ancora Leopardi possiede presso di voi autorità, prendo la sua favola a dimostrazione della tesi. Stiamo vivendo l'inizio di un lento declino. Stiamo vivendo sotto un regime totalitario. L'assenza della libertà è lampante persino a quelli che solitamente la confondono con il lassismo dei consumi. Il programma televisivo "grande fratello" è oltremodo esemplificativo. Uniformati, lascivi e pornografici sotto le luci della ribalta di una prigione mediatica. Stampini per le giovani menti in ascolto. Ma quale genitore vieterebbe la libertà di uniformarsi? Purtroppo non avendo la figura di un despota da condannare e combattere, la presa di coscienza della nostra prigionia è ardua e lenta. Per questo il declino è una parabola discendente. Ma accelererà, come la parabola, in maniera esponenziale. Un pensiero unico non prende forma esteriore ma condiziona le menti senza che queste se ne accorgano. Un esempio frequente, che ho a cuore, è la definizione di economia. Tale definizione è insegnata
in maniera univoca in tutti i luoghi preposti e descrive la disciplina come lo studio delle azioni atte al consumo della produzione di merci. Bandito il risparmio. Oggi si insegna ovunque che l'economia è consumo. Semplicemente anteponendo alla parola consumo i correlati concetti produzione e spostamento. L'equilibrio della produzione deve essere sbilanciato verso una innaturale eterna crescita forzando l'altro piatto della bilancia, il consumo, a stare sempre in basso. Il consumo deve essere indotto con ogni mezzo, anzi, la sua produzione diventa il fine dell'economia. Se le merci non si consumano, non potrà esistere nessuna produzione, nessun spostamento di beni o servizi. In una parola senza il consumo non c'è economia. E pensare che mio nonno mi esortava a fare economia riempiendo il salvadanaio... Figlia di questa unica visione economica, vi sfido a trovare una differente definizione negli attuali libri di economia aziendale, figlia di questa imposizione è la propaganda psicologica, la pubblicità. Chi governa la propaganda governa il mondo. E forse non è un caso che la spesa maggiore che il bilancio degli Stati Uniti dichiara sia quella legata alla propaganda. E neppure il fatto che a capo delle maggiori case di produzione pubblicitarie italiane ci siano uomini americani. Forse perché un anglofono capisce meglio l'italiano di un italiano stesso.. Rimando i curiosi al saggio di Nancy Snow intitolato "propaganda inc." Nel saggio, tra l'altro, si documenta la re-
lazione tra l'allora nascente sistema pubblicitario americano e il defunto istituto di propaganda nazista diretto da Gobbels. Gobbels stesso fu assunto dal governo degli Stati Uniti per i suoi riconosciuti meriti. Compito della propaganda
è creare stampini. Modelli psichici con il quale imprigionare le giovani menti nella dittatura perfetta. La dittatura senza dittatore. Creare comportamenti, indottrinare, educare.. Diamo per scontato che si sappia che la quasi totalità della produzione culturale è un camaleontico succedaneo al condizionamento esplicito. Cinema, romanzi, musiche, saggi, videogiochi, teatro, politica, sport.. Un pensiero unico senza la figura di una testa che lo esprima, confonde i pensieri dei bambini e degli adolescenti fino a stordirli all'impotenza. E le eccezioni? Servono al mantenimento dello status quo sempre di più. Sono il vero asso nella manica. Mantengono alto il consumo e con esso, come ormai si è capi-
to, il servilismo legato alla produzione. Perché chi produce e consuma è ovviamente lo schiavo, il dipendente. E quando qualcuno si ribella dando sfogo alla sua rabbia, il movimento che gli si crea attorno in modo naturale viene usato per produrre un bisogno. Quanto è alta ancora la curiosità e l'interesse sul movimento antiglobalizzazione nato a Seattle? Quanti libri, interviste, documenti, immagini, gadget, magliette, feste, raccolte fondi, trasmissioni radiotelevisive, siti internet, lettere come questa, sono state prodotte perché se ne è sentita la necessità? E' quanto hanno contribuito a tener spostato il piatto della bilancia del consumo in basso, per far desiderare prodotti che lo riempissero? Figuratevi se paragonato all'evento del millennio, il terrorismo. E' un poco più chiaro? La chiave di volta del condizionamento al consumo è la necessita, ovvero una mancanza, un vuoto, un negativo.. La vostra infelicità. Bisogna condizionarvi all'infelicità e all'insicurezza se si vuole continuare a farvi consumare e quindi farvi produrre e quindi tenervi schiavi. Avete mai visto una pubblicità senza nascosta nella sua forma il sibilante dubbio di non essere belli, e felici, e sicuri di piacere, come chi morde il suo prodotto? Avete mai visto una pubblicità che vi dice che non avete bisogno di nulla per stare bene con voi stessi? Siete sicuri che sono le cose che non avete che vi daranno la felicità? Denaro, denaro, avete bisogno di denaro per possedere i consumi che ancora non
Nel novembre del 2007 su “Comunità & Territorio”, è stato pubblicato un elenco completo ed esauriente delle associazioni che la Comunità Montana appoggia economicamente. Tra queste figura anche “Area 27”, associazione neofascista, fondata da Luca Bonazzi. Come mai, ci siamo chiesti, il signor Bruno Faustini, presidente della Comunità Montana, usa soldi pubblici —cioè di tutti— per finanziare un’associazione con chiarissime e dichiarate valenze politiche? Così il prc di Gargnano e la redazione de “Il Nuovo Municipio” hanno deciso di mandargli una lettera (che riportiamo qua sotto). A tale missiva il presidente Faustini ha risposto via fax dicendo che quanto affermavamo gli sembrava competente e che avrebbe “verificato” facendoci sapere. Sono passati quattro mesi da allora ma della verifica... nessuna notizia. La redazione
Egregio signor Faustini, leggendo – come sempre - il periodico “Comunità & Territorio” siamo venuti a conoscenza della vostra pregevole iniziativa inerente alla valorizzazione e alla promozione di svariate associazioni (culturali, sportive, sociali, ecc...). casione invaso da militanti di estrema destra corredati di svastiche e croci celtiche che salutavano romanamente, esattamente come ai tempi della R.S.I.
Noi speriamo che questo le sia sufficiente per depennare “Area 27” dalla lista delle associazioni “verso le quali orientare il tempo libero proprio Premettendo che riteniamo tale iniziativa positi- e dei propri figli”, come lei auspica nell’introduva e finalmente rivolta “verso il basso”, ossia zione di “Comunità & Territorio”. verso chi veramente agisce sul territorio, non possiamo comunque fare a meno di indignarci Se poi, volesse approfondire ulteriormente, le consigliamo di chiedere delucidazioni all’asses(e mi creda, stiamo usando un gentile eufemismo) per la presenza di un paio di associazioni sore Fava che sicuramente sarà molto più informato di noi. iscritte al vostro albo. Per quanto riguarda “C.A.T.A.R.S.I”, presieduta da “Pezzali” consigliere comunale a Salò per “Fiamma Tricolore”, nonché proprietario del triInnanzi tutto ci risulta inammissibile che qual- stemente famoso “Caffé Nero”, le basti sapere siasi associazione prettamente e dichiaratamen- (ma pensiamo lo abbia già capito) che le ultime te politica (di qualsivoglia colore essa sia) acce- tre lettere di catarsi, volutamente punteggiate, da a finanziamenti pubblici o venga promossa e stanno a Repubblica Sociale Italiana. pubblicizzata da un ente pubblico; ma ancor più grave è, secondo noi, che ad essere finanzia- A breve non mancheremo di ricontrollare il fantomatico albo e, qualora le due associazioni sote, siano associazioni neofasciste. praccitate siano ancora presenti, avrà sicuraLa invitiamo a dare un’ “occhiata” al sito mente nostre notizie; internet di “Area 27” per capire a chi state elargendo soldi e appoggio organizzativo. Per semnell’immediato, invece, ci adopereremo per renplificarle il lavoro riportiamo alcuni “motti” tro- dere pubblica questa ennesima offesa a chi sacrificò la vita per un Paese libero e democratico, vati su www.laboratorioarea27.org: combattendo il fascismo, ora riproposto in chia“Non ci vedi ma ci siamo, ombre nere”, “Oggi na- ve moderna dai vari Bonazzi e Pezzali. sce con noi una nuova concezione violenta della vita e della storia”, “Fischiettando me ne frego”, per poi passare alle pubblicità di “Radio BandieDistinti saluti, Partito della Rifondazione ra Nera” ed alla promozione di un libro Più precisamente ci riferiamo a “Laboratorio Area 27” ed a C.A.T.A.R.S.I ! “Fascismo di pietra” scritto da Emilio Gentile, che nella prefazione parla di “un originale connubio fra Roma e Fascismo” e “dell’ascesa faticosa, ma decisa verso la potenza e la gloria del trionfo”. Alcuni nostri compagni hanno assistito allibiti ad un concerto organizzato da “Area 27” un anno e mezzo fa sul lungolago di Salò, per l’ocComunista Gargnano e la redazione de “Il Nuovo Municipio”
È con piacere che “Il Nuovo Municipio” ospita tra le sue pagine un articolo di Davide Boni, presidente del comitato “Spiaggia del Violone” di Toscolano Maderno. Parecchi dei nostri lettori hanno sicuramente sentito parlare di borgo +39 e dell’ennesimo scempio ambientalistico che il comune di Toscolano Maderno stava per subire. Davide e gli altri si sono battuti duramente per impedirlo, riuscendo a scuotere le coscienze con imIl Comitato Spiaggia del Vialone è nato il 18 gennaio, quale iniziativa spontanea di un gruppo di cittadini di varie tendenze politiche di Toscolano-Maderno, indignati per il destino che il Consiglio Comunale aveva riservato ad una delle più belle zone del comune: la zona della spiaggia del Vialone appunto. firme, grazie anche alla diffusione dei moduli nelle sedi di alcuni esercenti ed operatori economici che hanno condiviso con noi i motivi della nostra battaglia ed alla presenza dei membri del Comitato di volta in volta al mercato, al di fuori dei centri commerciali, nelle piazze.
La “ciliegina sulla torta” per quanto riguarda le iniziative Nel mese di novembre il Consiglio Comunale aveva infat- in paese è stata l’affollatissima assemblea pubblica teti adottato il progetto del “ Borgo +39” ( dal nome del- nuta presso le scuole medie di Toscolano la sera del 25 la barca che aveva partecipato all’ultima America’s Cup, gennaio, tanto affollata da costringere alcune persone tenutasi a Valencia). fuori dalla sala. Questo maxi intervento urbanistico, sebbene prevedesse una serie di clamorosi interventi edilizi che avrebbero interessato l’intera parte a lago dell’abitato di Toscolano non era stato per nulla pubblicizzato dall’Amministrazione in carica: un articolo sul “Giornale di Brescia” e poi silenzio…un po’ troppo silenzio, tanto da risultare sospetto. La minoranza consigliare dopo un lungo mese (18 dicembre), ha promosso un’ assemblea pubblica per presentare alla popolazione l’intervento, o almeno quanto era riuscita a capire dell’ intervento, data la serie di incongruenze che la documentazione presentava. Poiché oltre al Comune, anche la Provincia, la Comunità Montana e la Soprintendenza dovevano esprimere un parere sull’ intervento “Borgo +39”, abbiamo pensato di farci sentire anche da queste autorità: 45 persone hanno scelto di investire il pomeriggio di lunedì 11 febbraio sotto la sede della Comunità Montana per esprimere civilmente il dissenso della popolazione riguardo all’intervento, e per dimostrare di essere pronti a sostenere una presa di posizione contraria all’ intervento da parte della Comunità Montana.
La stroncatura da parte di quest’ente riguardo al progetto è puntualmente arrivata, così come l’apposizione del Vincolo da parte della Soprintendenza sulla zona dei Nell’Assemblea, insolitamente partecipata per gli stanCantieri del Garda, storica area industriale in cui il Sodards di Toscolano, era emersa l’idea di costituire un printendente Rinaldi ha ravvisato gli estremi per interveComitato, ma intanto il tempo passava e le iniziative nire, sulla base di alcuni pregevoli manufatti di archeolostentavano a decollare… finchè un gruppo di conoscenti, gia industriale presenti nel sito. poi divenuti amici, si è trovata un giovedì ( giorno di mercato) ed ha iniziato a distribuire volantini, prima ancora Abbiamo “vinto la guerra”? che il Comitato fosse effettivamente costituito: troppa Probabilmente è troppo presto per cantar vittoria definiera ormai l’urgenza !!! tivamente: con le elezioni che incombono, il vasto disLo scopo delle prime “azioni spontanee” era informare senso coagulatosi contro “Borgo +39” e le stroncature la popolazione dell’assurdità dell’ intervento che preve- della Comunità Montana e della Soprintendenza, la deva tra le altre amenità: un triplicare delle volumetrie Giunta è stata costretta a sospendere l’iter per l’approesistenti nell’area, ottenuto attraverso la costruzione di vazione definitiva del progetto. palazzi di 6 piani ( 300 seconde case); la costruzione di una Marina (a spese del Comune) che avrebbe cancella- Di sicuro abbiamo contribuito a far guadagnar tempo, to l’ultimo lembo di spiaggia naturale e libera; la rotazio- elemento che in democrazia conta visto che non esistone del campo da calcio, con lo scopo di consentire il re- no in tale sistema decisioni irrevocabili. perimento delle superfici edificabili a vantaggio dell’investitore privato; l’interramento della discarica, dove erano appena stati spesi 150 mila euro per la messa a norma; Davide Boni il concreto rischio della perdita di uno dei due uliveti a lago di Toscolano. Con la costituzione anche formale del Comitato , le iniziative hanno assunto maggior vigore, anche sulla base dell’ottima risposta da parte della popolazione: è stata promossa una petizione che ha raccolto quasi duemila
Senza chiedermi più niente
(Racconto scritto da Andrej Longo, vincitore del premio Bagutta, pubblicato su “Io donna” del 16 febbraio 2008)
D
entro alla notte che se n’è caduta all’improvviso. Dentro al buio di questa strada che sale in mezzo al niente. Sale. Una curva appresso all’altra. Un pensiero dietro a un altro. E questo tetto di stelle che pare pittato tanto è perfetto. Mentre la madonna di plastica appesa allo specchietto dondola avanti e indietro. In silenzio. Con il velo sopra ai capelli e lo sguardo basso come se tiene paura di guardare. E il camion che sale lento in mezzo alla montagna. Per questa salita che sembra non finisce mai. Alle dieci mi ha chiamato Teresa. “Per cena ce la fai a tornare?” ha chiesto dentro al cellulare. “Non lo so che ora faccio” ho detto. “Ti ho fatto le polpette con il sugo” ha detto lei. “E lasciamele dentro al tegame” ho risposto. Lei non attaccava. Ho capito che stava preoccupata. “Ciruzzo sta dormendo?” ho chiesto. “Mò se n’è andato a letto” ha risposto. “E vattene a dormire pure tu Terè” ho detto. “Va bene” ha fatto lei. Ma tanto lo so che rimane sveglia ad aspettare. Rimane seduta dietro alla finestra aspettando di vedere che torno a casa. Io ce lo dico sempre: “Terè, tu non mi devi aspettare in piedi, devi dormire”. “Io mi so’ svegliata mò mò” dice lei. La capisco, non dico che no. Però lo stesso mi dispiace che passa le nottate così. Getto un occhio nello specchietto retrovisore e vedo i fari della macchina che mi seguono. Sono almeno due ore che mi stanno appresso. Cento metri dietro, senza che si avvicinino o si allontanino. Rallento e quelli rallentano. Quando la strada si fa dritta e ci do dentro, quelli stanno sempre là. Basta che non ci siano problemi, penso. Che tutto fila liscio. Mannaggia al momento che ho accettato, mannaggia.
mettevo pure a fare i traslochi per arrotondare. Mia moglie, invece, andava a fare le pulizie a scuola quando usciva una sostituzione. Aspettava che le davano il posto fisso, così, co’ due stipendi, era più facile. Intanto, però, i prezzi delle case salivano, i soldi restavano sempre quelli e il posto a mia moglie non arrivava. Volevamo aprire il mutuo, sistemarci un poco e poi avere il figlio, magari due. A un certo punto il figlio lo abbiamo fatto lo stesso, perché gli anni passavano e non potevamo aspettare all’infinito. I primi tempi ch’è nato il bambino stavo bene, pieno di energia. Facevo dei progetti, studiavo certi finanziamenti per mettermi in proprio. E pure mia moglie, sembrava convinta che le cose prima o poi giravano come si deve. Un po’ alla volta, però, si capiva che non cambiava niente. Che la casa meglio non ce la potevamo mai permettere e dovevamo restare a vivere là. Questo fatto mia moglie l’ha accettato abbastanza tranquilla, forse perché il suo carattere è quello che si accontenta, e poi con la madre che abitava a due passi pure era una comodità. Io ho provato a rassegnarmi appresso a lei. Però a vivere senza un progetto, senza uno scopo preciso, senza una speranza, si vede che non sono capace. La notte ho cominciato a dormire male. Mi svegliavo di continuazione. Facevo dei sogni strani. Mi capitava che mi mancava l’aria di notte o Sì, è vero, una volta non mi sarebbe neanche venuto in che il cuore batteva più veloce. Siccome a starmene a letto mente di farlo, neppure se stavamo a vivere dentro trenta non ci resistevo, mi alzavo e mi mettevo a guardare l’autometri quadri in affitto, in questo palazzone mezzo scassastrada da dietro i vetri. Le luci arancioni dei lampioni Le to, a due passi dall’autostrada. Una volta ero allegro, semmacchine che correvano. Guardavo da dietro i vetri e penpre pronto a fare le battute, oppure le imitazioni di quelli savo che dovevo fare qualcosa. Che dovevo dare una mosche fanno i professori in televisione. Una volta pensavo sa alla mia vita, ma non sapevo come. Mia moglie non si che le cose sarebbero cambiate, e che anche la nostra era accorgeva di niente. La notte stava stanca per il bambino una sistemazione momentanea, che a un certo punto ci che doveva accudire, per le supplenze che si andava a fare trasferivamo in una casa come si deve, in una zona più a destra e a sinistra, per la madre che si è operata e non tranquilla. Mettevo quel tanto a mese da parte aspettando guariva. Io una mano ce la davo, però la notte dormivo ad aprirmi il mutuo. Non è che guadagnavo chi sa quanto sempre meno. Da fuori ero sempre allegro a fare le battute a portare le arance e i pomodori con i camion, però erano e l’imitazione di quelli della televisione, ma dentro era soldi puliti, e qualche volta, quando il lavoro era poco, mi come se non funzionava più qualcosa. Mi sentivo come
una nave mezza scassata che cammina senza sapere bene dove andare, seguendo la corrente. Però lo stesso non mi sarebbe venuto in mente di farlo.
La strada sale ancora. Gli occhi pesano una tonnellata e pagherei non so quanto per farmi una bella dormita come si deve. Dentro al cassetto mi hanno lasciato certe pillole per restare sveglio, ma non le voglio prendere, perché una volta le ho prese e per una settimana ho avuto problemi. Mi venivano le palpitazioni sentivo le voci che mi chiamavano e in fronte sembrava che ci stava ficcato un chiodo a pressione. Perciò le pillole non le prendo né ora né mai. Mi bevo un poco di caffè dal termos. Ormai si è fatto freddo ma è meglio che niente. Mi accendo una sigaretta. Sono quasi le due, non credo manca molto. La strada che mi hanno detto di fare non è quella delle altre volte. Pare che c’è stata una soffiata e stanno facendo dei controlli, perciò hanno cambiato percorso. Da questa parte è più lungo, però non ci stanno rischi. A parte le curve. Il problema non è ora in salita che vai piano, il problema è dopo, in discesa. Là ti devi stare attento, non puoi sbagliare. Perché i fusti stanno legati, è vero, ma se non guidi morbido, se per esempio prendi una buca o freni troppo forte, allora Mentre sto a pensare a tutto questo il cellulare si mette a può capitare che uno dei fusti si stacca. E se un fusto si stacca, se un fusto sbatte da qualche parte e si apre, allora suonare. L’ho lasciato sopra al cruscotto. Mi scotoleo e corro a rispondere. Per far veloce mi bagno pure le mutansei fregato. de. “Che te sì fermato a fa’?” dice la solita voce. “Mi doveEcco, la salita mò è finita. Prima di cominciare la discesa, vo svuotare” dico. “E ti svuotavi dentro al camion” dice la accosto un momento nella piazzola e scendo per pisciare. voce. “E poi mi volevo sgranchire un poco le gambe” dico Da sopra alla montagna non si vede niente. Solo un mare “sono dieci ore che sto guidando”. “Ja’, muovete, fa’mnero senza neppure una luce. Un lampione. Una casa. presso” dice la voce, Chiudo la portiera, metto in moto e Niente. Nero e basta. Però se guardi meglio, se lasci agli subito comincia la discesa. Dentro allo specchietto vedo i occhi il tempo di abituarsi, ecco che vedi, vedi la valle dafari della macchina che mi segue. Mi accendo un’altra sivanti, vedi le cime degli alberi scuri, e pure il tremolio di garetta. Accelero un poco, non troppo, ma a due all’ora qualche luce sperduta. E sopra le stelle, che allunghi la non posso continuare. Ad ogni curva sento i fusti che si mano e pare che le tocchi. Con l’umido della notte che muovono, sento il peso da dietro che si sposta da una parentra dentro alle ossa e ti spugna pure i pensieri. Due o tre te all’altra, ma poi dopo, per fortuna, torna normale. Sento viaggi ancora, poi la finisco. la maglia che si azzecca addosDopo mi compro un camion so per il sudore. La madonna mio e mi metto in regola. Uno di plastica sbatte a destra e a di quelli con la cella frigorifesinistra come se sta ubriaca. ro, costano di più però si lavoMe l’ha data mia moglie, dice ra meglio. Puoi portare il peche me la devo portare sempre sce, o la carne, anche la mozappresso che mi protegge. Una zarella se vuoi. Con un cavolta sì, una volta magari ci mion tuo è tutta un’altra vita. potevo chiedere di buttare un È stato quando è cominciata occhio pure dalla parte mia, quella storia della monnezza ma ora no, ora lo so che questo che qualcosa dentro alla mia diritto non lo tengo più. Apro testa si è spezzata. Ci stavano il finestrino e l’aria fresca mi queste montagne di rifiuti in rimette subito a posto. Spengo mezzo alla strada, stavano da la sigaretta. Dopo prendo la tutte le parti, fuori casa, per bottiglia dell’acqua e me ne strada, davanti alla scuola di getto una spruzzata in faccia. Ciruzzo. A vederlo neanche
sembrava vero, pareva un film del futuro, che era capitata una catastrofe e noi restavamo seppelliti dalla nostra monnezza, restavamo soffocati dalla puzza, dal fumo degli incendi. Però non si trattava di un film del futuro, era una cosa vera, e per strada dovevi camminare con un fazzoletto sulla bocca per non sentirti male, dovevi andare a piedi perché le strade stavano bloccate dai sacchetti di plastica, e per uscire di casa ti dovevi mettere le scarpe con la suola sengata, se no rischiavi che scivolavi e ti rompevi una gamba. E mentre noi stavamo a soffocare, per televisione tutti quei professori a parlare, a spiegare, a dire questo e quello, a fare quell’aria di circostanza come se veramente gli dispiaceva. È stato allora che ho veramente capito che non sarebbe cambiato mai niente, che una casa da cristiani non ce la saremmo mai potuta comprare e che tutta la vita saremmo rimasti in quel palazzone di fronte all’autostrada. E siccome non mi volevo rassegnare, siccome almeno a una speranza non ci volevo rinunciare, con il fatto che so guidare i camion mi sono ficcato dentro a questo imbroglio, che a pensarci mi viene pure da ridere ogni tanto: la monnezza mi aveva tolto la speranza, la monnezza me la ridava.
Dietro lampeggiano due o tre volte. Quando lampeggiano significa che debbo andare più veloce, che sto facendo tardi e mi debbo dare una mossa. Faccio un respiro profondo e spingo il piede sopra all’acceleratore. Due o tre viaggi ancora e basta con questa storia, due o tre viaggi ancora e poi venitemi a cercare. Una curva, un’altra, un’altra appresso, coi fusti che ondeggiano, con le mani bagnate di sudore, e finalmente questa discesa della miseria finisce. Ora la strada è dritta e sto più tranquillo. Mi metto pure a canticchiare una canzone. Per un po’ non succede niente. Solo il rumore del camion che corre nella notte. Poi all’improvviso da fuori arriva quell’odore. Lo riconosco subito. Vuol dire che ci siamo, che sto per arrivare. Chiudo il finestrino, mi bevo un sorso d’acqua. Lontano vedo le luci. Il buio di colpo svanisce. Nello spiazzo illuminato a giorno dai fari di quattro o cinque macchine, proprio al centro, ci sta quel buco enorme, quella specie di voragine da dove esce un fumo leggero, una specie di nebbia, come se fosse la porta dell’inferno. Rallento, poi accosto vicino alla voragine e mi fermo. Mi copro la bocca con il fazzoletto, mi faccio il nodo bello stretto dietro alla testa, mi infilo i guanti e scendo. Fuori la puzza prende subito allo stomaco, ma non è come la puzza della monnezza, questo è un odore di-
verso, che se non l’avete mai sentito non potete capire, perché non è una cosa da esseri umani. Apro il portellone del camion e comincio a scaricare i fusti. Uno alla volta. Con delicatezza. Li porto sul bordo della voragine, là dove il fumo è più denso, dove l’odore non si sopporta, e lo lascio scivolare dentro. Il fusto rotola per il terreno e si ferma sul fondo. Poi torno a prenderne un altro, senza fretta, perché basta un movimento, un gesto sbagliato, e il veleno potrebbe fuoriuscire, potrebbe accecarvi in un momento, spellarvi senza fuoco dentro a un niente. È capitato a più d’uno. Per questo, mò, tutti gli autisti si rifiutano di scaricare i fusti di persona. Per scaricarli dai camion adesso prendono i ragazzini dalle strade, li pagano due o trecento euro, gli fanno fare una pippata di polvere e li portano qui a fare il lavoro sporco. E quando un fusto si ammacca, o magari si spacca, quelli sono belli e sfottuti. Ma pure se va tutto bene, pure se il lavoro fila liscio e non succede niente, a respirare questa roba prima o poi i polmoni si ammalano, tempo cinque o sei anni e le cellule impazziscono e all’ospedale ci finisci uguale. Porto un altro fusto sul bordo della voragine. Lo lascio scivolare dentro. Gli occhi mi lacrimano, vorrei grattarli, ma so che a grattarli è peggio, che poi si gonfiano e ci mettono tre o quattro giorni a tornare nor-
mali. Mi fermo un momento a riprendere fiato. Una macchina lampeggia. Vogliono che vada più veloce, vogliono andarsene il prima possibile. Lampeggiano, ma tanto a scendere dalla macchina nessuno ci prova, nessuno si azzarda a venire vicino alla voragine. Solo quei ragazzini sono così pazzi da farlo. Io, però, i ragazzini a scaricare i fusti che trasporto non li ho voluti. Quando me l’hanno proposto ho pensato a Ciruzzo, a quando gioca a pallone sotto i piloni dell’autostrada, o a quando lo sveglio la mattina per andare a scuola e lui dice “altri cinque minuti papà, cinque minuti solo”. Ci ho pensato e ho detto che non c’era bisogno, che i fusti miei me li scaricavo io. E se mi succede qualcosa chi se ne fotte. Prendo un altro fusto. Lo porto sul bordo della voragine. Prima di lasciarlo andare vedo l’azzurro del cielo che si va schiarendo dalla parte della montagna. A quest’ora Teresa starà dietro alla finestra ad aspettare che torno. Starà pregando che non mi capita niente, che la Madonna mi mette una mano sulla testa e mi protegge. Ma io lo so che la Madonna ha cose più importanti da fare, che ci stanno cose più giuste che deve pensare. E lascio andare il fusto giù per la voragine. Senza chiedermi più niente.
Questa volta lo diciamo: bravo Gianfranco!
Constatiamo con soddisfazione che, nonostante i tempi lunghi alla fine il “problema” bacheche è stato risolto, e lasciatecelo dire in maniera intelligente. Il posizionamento e la scelta dei materiali hanno evidenziato un reale impegno dell’amministrazione a garantire in maniera soddisfacente la possibilità di una libera informazione. Cogliamo anche l’occasione
Lettere dei lettori... M
i chiamo Marco, ho 46 anni e la mia compagna è in carrozzina, paralizzata nella metà destra a causa di un aneurisma cerebrale che l’ha colpita nel 2005. Non entro nei dettagli dei nostri problemi, non è questa la questione in oggetto, mi limito a dire che un evento come quello che ha colpito la nostra famiglia è paragonabile a uno tsunami, per chi lo subisce, dopo niente è come prima, ci si ricostruisce una vita con ciò che resta. Non ho comunque preso la penna per affliggere le persone con i miei problemi personali, quelli restano affare nostro. Ciò che invece può diventare importante per ciascuno di noi è trovare qualcosa di veramente efficace per contrastare gli effetti di queste malattie, peraltro in continuo aumento. Qualche settimana fa ho seguito una puntata del Maurizio Costanzo Show, solo perché, lo confesso, sapevo che sarebbe stato presente il dott. Vescovi, ricercatore italiano tra i più quotati nel campo delle cellule staminali. Per chi fosse completamente a digiuno sull’argomento, le staminali sono attualmente già impiegate efficacemente per riparare
i danni causati da varie patologie, dall’infarto cardiaco alla ricostruzione di derma nei grandi ustionati, o in alcune malattie tumorali come la leucemia. Preciso inoltre che, in alcuni paesi del mondo con protocolli medici diversi dai nostri, vengono già impiegate per malattie o lesioni cerebrali, con tecniche innovative di trapianti minimamente invasivi, pare con buoni risultati. Per chi naviga nel web basta cercare, un esempio per tutti, il C.I.R.E.N. di Cuba, dove attualmente un ragazzo romano, compagno di riabilitazione della mia convivente, sta cercando un futuro migliore. Ho citato Cuba, ma questo avviene anche negli USA o in India, tanto per citarne alcuni. In Italia, per le solite cause che tutti noi ormai conosciamo, politiche e non, siamo quasi fermi. Il dott. Vescovi, tornando all’oggetto, sta raccogliendo fondi per aprire finalmente la prima banca di cellule staminali in Italia, a Terni. Servono 200.000 euro, una cifra irrisoria se si considera il costo di una rotatoria o di un ponte, eppure con i tagli alla ricerca fatti dai vari governi, i soldi non ci sono. Ha quindi pensato, con i suoi col-
La costituzione della Sinistra l’Arcobaleno alto Garda è ufficialmente partita con l’ iniziativa di Salò del 10 marzo, presenti Maurizio Zipponi di Rifondazione Comunista e il senatore Gianpaolo Silvestri dei Verdi, e quella di Toscolano Maderno del sette marzo, inerente la gestione del territorio, organizzata dalla redazione de “Il Nuovo Municipio” di Gargnano, che ne hanno sancito l’ufficialità. Il progetto di unire realtà politiche e movimenti popolari, nel tentativo di costruire una valida e unica opposizione alle torbide manovre di palazzo che si stanno manifestando, si potrebbe concretizzare unendo le forze dei partiti di sinistra: Verdi, Sinistra Democratica, Comunisti Italiani e noi di Rifondazione sta nascendo vorrebbe escludere niti si può resistere e continuagiusta ed equilibrata. Sono disponibili le tessere di della sinistra presso i referenti adesione a questo nuovo progetto locali dei partiti sopra elencaComunista. Il bipolarismo che qualsiasi tipo di minoranza, ure a lottare per una società più
Combattere?
Viviamo in un mondo che combatte continuamente qualcosa. Noi combattiamo contro la violenza, contro gli abusi, combattiamo malattie, i politici che non vogliamo e che non ci rappresentano. Ma nel farlo non ci rendiamo conto che combattere qualcosa significa dare forza a quella cosa. Perché la cosa, o la persona, o anche la malattia fa resistenza. Vengono messe in evidenza. Sprechiamo un sacco di energia per le cose che non vogliamo. Questa energia è un'energia negativa che riempie anche i nostri cuori di negatività.
Allora cosa dobbiamo fare? Penso che dobbiamo semplicemente smettere di combattere. In questo modo daremo energia alle cose che vogliamo, non alle cose che non vogliamo. Allora appoggiamo il politico che pensiamo possa rappresentarci, appoggiamo coloro che vivono in pace, viviamo nella certezza della salute. Ed ecco che si genera un’energia positiva che è estremamente più potente di quella negativa.
Madre Teresa di Calcutta disse: “Non chiamatemi per partecipare a una manifestazione contro la guerra, non verrò mai. Ma se mi invitate a una manifestazione per la pace verrò"
Inke Richter
Esposto
sanità gardesana, il ruolo dell’ospedale di Fasano e le richieste degli utenti
Questo testo con altre in- cardiologico formazioni formeranno di Fasano, cioè quella che i cittadini l’ contro la chiusura dell’ da tempo chiedono per l’ pubblicati sui ospedale di Fasano, che
esposto che invieremo alla ospedale,
Procura della Repubblica. I giornali locali sono stati consiste nel sistemare le sottoscritti cittadini di- innumerevoli, ma sempre i- strutture chiarano quanto segue: Premessa: non vi è nulla di più assurdo, quanto ricoprire una carica pubblica ed essere costantemente e testardamente contrari alle giuste richieste dei pubblici utenti. Questo atteggiamento è molto frequente nei settori nevralgici della pubblica amministrazione, in cui con arroganza si antepongono vari interessi, ma non quello della collettività. nascoltati. È una esistenti. Lo
lunga scrivemmo già agli albori
storia fatta soprattutto di di questa infinita battaipocrisia amministrativa, glia sulla sanità locale,
in cui si è sempre detto in cui non si capiva bene che non era possibile ri- perché, mentre da una parte strutturare l’ospedale i privati trasformavano
perché troppo vecchio e non vecchi immobili in ospedaidoneo sotto l’aspetto an- li, accreditati dalla Retisismico. Invece dopo un gione e convenzionati con terremoto, molto meno l’ospedale lesionato altri è il Servizio sanitario nadi zionale, dall’altra gli
moltissimi
immobili amministratori pubblici decostantemente
pubblici, più di almeno 400 monizzavano
anni ( si veda ad esempio gli immobili ospedalieri di il Palazzo Municipale di loro competenza, con la vo-
Salò) e già rimessi in fun- lontà di volerli chiudere. Una lunga storia che ha avuto anche l’avvilente,
Troviamo increscioso, che i zione. responsabili sanitari della Inoltre si consideri che provincia stiano discutendo nello stesso contesto ada più di un decennio della ziendale, per la struttura chiusura di ospedali pubcentrale dell’azienda, osblici, che essendo molto sia l’antichissimo Ospedautili, i cittadini non vole Civile Maggiore di Bregliono si chiudano. In quescia, con le stesse problesti anni gli appelli dei matiche di adeguamento e pazienti cardiopatici, riristrutturazione si è optacoverato presso il presidio to per la scelta opposta,
squallida testimonianza di una classe politica inetta e molt o
ciarliera, incapace di in-
Di Marco Tonoli
LO SKA Alla fine degli anni ‘70 una nuova follia musicale invade la Gran Bretagna. È lo Ska, fenomeno breve ma che segna per qualche stagione, con ritmi allegri e disinibiti, nono privi di risvolti sociali, il gusto del pubblico. In realtà lo Ska è una vecchia conoscenza della scena musicale britannica, già nei primi anni ‘70 si era presentato con successo in concomitanza con la prima ondata di immigrazione dalla Giamaica. Considerato il fratello minore del Reggae, lo Ska in quel periodo era stato dai Mod come musica da ballo per le loro feste e aveva contribuito ad aprire le porte al Reggae nei primi anni ‘70. Tra i più innamorati cultori Ska c’è Jerry Dammers, studente della scuola d’arte e design e in seguito animatore degli Special, una delle più celebri formazioni di nuovo Ska. Dammers colleziona dischi degli anni ‘60 e compone nuove canzoni con una spiccata attenzione ai problemi sociali che la gioventù britannica si trova ad affrontare in questo periodo come la mancanza di lavoro, la crisi dei valori, i difficili rapporti generazionali e il fascismo del National Front, rigetto razziale delle minoranze (giamaicane, indiane) arrivate negli ultimi decenni. È questo il periodo di espandimento culturale e politico inglese che, qualche tempo dopo, permetterà alla conservatrice Margaret Thatcher di diventare Primo Ministro, iniziando una politica impopolare soprattutto presso i giovani. Lo Ska è inoltre il tentativo di contrapporre alla durezza estrema del Punk il piacere di una musica che sia anche allegra, non solo disperazione e rabbia. Proprio con questo senso di rinnovamento il pubblico inglese accoglie la nuova ventata Ska, chiudendo così il periodo Punk. Per un paio di stagioni, dal 1979 al 1981, lo Ska diventa un punto fondamentale, portando al successo le canzoni di Special Madness, Beat, Selecter, Bad Manners, Bodysnatchers. Il movimento Ska parte dalla passione di un gruppo di musicisti con idee precise e una buona dose di cocciutaggine. È appunto il caso di Dammers, fondatore oltre che degli Specials, della Z-Tone etichetta che si propone sin dall’inizio come base operativa comune per tutto il movimento. Questo progetto dura solo un anno, giusto il tempo per pubblicare i primi dischi dei Madness e dei Selecter, gruppi che poi, pur mantenendo stretti rapporti con Dammers, sarebbero passati ad altre case discografiche più potenti. Ma per i pochi mesi di attività la Z-Tone ha rappresentato un’isola felice, concerti insieme, collaborazione nei dischi e un’immagine di complessiva omogeneità nel movimento Ska. Le band Ska infatti si caratterizzano per una certa insolita eleganza: non più jeans strappati e magliette multicolori, ma giacca e cravatta, cappellini, camicia stirata, il tutto sui toni del bianco e del nero che hanno anche una seconda, importantissima valenza: lo Ska infatti si mostra subito a tutti come uno strumento di integrazione razziale, sul palco di sono musicisti bianchi e neri e tra il pubblico anche.È questo il motivo per cui la musica Ska diventa subito oggetto di critiche anche pesanti, destinate a sfociare in scontri violenti, da parte delle organizzazioni di destra, che non vedono di buon occhio quelle mescolanze di culture e razze. Nel 1981 si chiude la calda, breve e intensa stagione del movimento. Viene girato il film “Dance Craze” che segna l’apoteosi dello Ska, ma anche l’inizio della fine. I gruppi infatti iniziano a dividersi e ad arrivare tra le vette più alte delle classifiche con una certa difficoltà. Ricordare lo Ska è quindi ricordare un momento felice e allegro, ma anche pieno di speranze. Quelle canzoni hanno contribuito a rischiarare un periodo altrimenti cupo del rock inglese.
Fast Food Nation
Nello scorso numero de “Il Nuovo Municipio” ho voluto farvi conoscere il film documentario “Una verità nascosta” riguardante il tema del surriscaldamento globale, e quindi un problema che riguarda ognuno di noi. Anche questa volta vi consiglio un film che vi farà scoprire la realtà all’interno di una famosa catena americana di Fast Food. Ed è proprio con la realtà che il vice presidente marketing della Mickey’s Burger dovrà fare i conti in prima persona il giorno che verrà a conoscenza di una —in questo caso— poco digeribile verità. Il regista Richard Linklater muove così un’accusa contro le multinazionali dell’hamburger, toccando anche problemi come il traffico di migranti e automaticamente lo sfruttamento sul lavoro. Il film inoltre vanta di un cast d’eccezione: Bruce Willis, Ethan Hawke, Patricia Arquette, Kris Kristofferson e, al suo
Cucina russa
Crocchette di pollo alla Požarskij
Ingredienti: 90 g di mollica di pane raffermo, 1 dl di panna liquida, 900 g di petti di pollo disossati, 150 g di burro ammorbidito, un tuorlo d’uovo, 1 cucchiaio di vodka, sale, 100 g di pangrattato.
Preparazione: Tagliate la mollica in sei pezzi, immergetela nella panna liquida per un quarto d’ora, poi strizzatela bene. Macinate i petti di pollo in due volte, la seconda insieme alla mollica. Aggiungete sessanta grammi di burro ammorbidito, il tuorlo, la vodka e il sale. Mescolate bene e con le mani inumidite formate dodici crocchette di forma ovale. Passatele nel pangrattato e appiattitele leggermente a uno spessore di tre centimetri circa. Mettete tre cucchiai di burro in una padella grande e fate dorare da entrambe le parti le crocchette di pollo. Servitele in un piatto riscaldato.

